Una buona Reggina, vista al Granillo questo pomeriggio, riesce a fermare la prima della classe e non sfigura di fronte gli undici atalantini, facenti parte di un organico che non sfigurerebbe in Serie A. Gli amaranto si presentano ai nostri di partenza, con sia Castiglia e Tedesco titolari e con Alessio Viola lanciato ancora dal primo minuto, partono bene e non rischiano nulla. L’Atalanta prova a mettersi in mostra, senza riuscirci e subisce la velocità degli amaranto, oggi motivati e decisi a fare bene davanti al pubblico amico. E’ Alessio Viola la sorpresa più lieta della giornata, il giovane di Taurianova si sbatte, salta l’uomo e fa impazzire i centrali bergamaschi. E’ una piacevole sorpresa questo giovane, che continua nelle sue buone prestazioni e si candida, dunque, a spalla ufficiale del capitano Bonazzoli. Ma non è il solo Viola a fare bene oggi, Tedesco mette da parte i dubbi e le assenze immotivate del passato e piazza una partita di qualità e sostanza, probabilmente la migliore prestazione in questa sua tribolata stagione. La difesa rischia davvero poco e blocca i quotati Marilungo e Tiribocchi, quest’ultimo annullato dall’ottimo Cosenza; mentre sulle fasce gli amaranto non demeritano, anche se sia Colombo e Rizzato non fanno meglio del passato, seppur non sfigurando, sia chiaro. E’ una Reggina da applaudire quella vista oggi, una Reggina che fa ben sperare per il futuro e che sembra aver allontanato i fantasmi del passato. Bonazzoli e compagni sembrano giocare con più tranquillità e sicurezza, fornendone prova contro un’Atalanta che avrebbe spaventato molte squadre. Il richiamo ai tifosi si è avvertito e la squadra ha mantenuto la parola data, giocandosela alla pari contro chi in Serie A, alla fine dell’anno, pretende di andarci in carrozza. La Reggina, vista oggi, rende inevitabile una riflessione: meglio strappare un pareggio convincente come questo pomeriggio, che essere vittoriosi dopo partite simili a quelle di Modena. Sia chiaro, il semplice calcolo matematico smentirebbe questa idea, così come chiunque potrebbe preferire vincere demeritando che perdere convincendo, ma è dalla prestazione vista questo pomeriggio che è giusto ripartire e da cui è legittimo ben sperare per il futuro. Una Reggina che lotta, si propone e non si tira indietro è la Reggina che può spingere i tifosi a lasciare le comode poltrone di casa per i più scomodi seggiolini. La speranza adesso è che, stimolata da quanto offerto, la gente si convinca a tornare allo stadio, riempiendo un Granillo, che ormai piange da qualche tempo. Una cosa è certa: gli amaranto devono mantenere le promesse, non si può prendere, infatti, il tifoso allo stadio per poi offrire a quest’ultimo partite noiose oltre che una delusione dopo l’altra. La Reggina, vista al Granillo oggi, non è stata fortunata come nella precedente partita contro il Modena, non ha subito e non ha rischiato più e più volte di capitolare, vedendosi salvata da un miracoloso Puggioni. Gli amaranto non hanno rischiato contro la capolista Atalanta, dimostrando di poter competere alla pari contro i più quotati giocatori atalantini. Da questa partita, quindi, si può parlare di Play Off? No, sarebbe sbagliato pretendere troppo da questi ragazzi, sarebbe sbagliato caricare di troppe pressioni questo gruppo, che già ha pagato i troppi elogi d’inizio campionato. E’ necessario ritrovare continuità e collezionare prestazioni positive, sfruttando appieno la classifica e le difficoltà delle contendenti ai Play Off. La compagine guidata da Atzori ha guadagnato, con il pareggio ottenuto, un buon punto dalle prime della classe (sconfitte di Siena e Novara), vedendosi però avvicinata dalle diverse inseguitrici (Torino, Livorno e Vicenza), dietro di un solo punto. Una situazione questa, con nessuna squadra che interpreta la parte della protagonista e con molti passi falsi delle “favorite”, che merita di essere sfruttata. Quanto alla partita, le occasioni da gol, per entrambe le squadre, sono state poche e non certo esaltanti. E’ stato annullato un gol, giustamente, per un fallo di mano evidentissimo di Marilungo. L’ex Sampdoria ha provato a emulare Maradona, con la celeberrima “Mano de Dios”, non riuscendoci fortunatamente e venendo ammonito. I bergamaschi hanno provato a mettere in piedi una partita nervosa e aggressiva, partendo dal capitano Doni, che non ha perso, ancora una volta, l’occasione per provocare e lamentarsi, venendo graziato più volte e guadagnandosi i fischi e insulti dei reggini presenti. Gli ultimi venti minuti della partita, invece, hanno visto le squadre ferme, accontentarsi del pareggio, quasi fosse una partita di fine campionato. Non resta, dunque, che archiviare questa sfida e iniziare a pensare alla prossima trasferta in casa del Vicenza, una squadra tra le più in forma del campionato, in una partita che sa di Play-Off. Demetrio Labate

