Stravince la Nova Virtus con l'Alcaro Catanzaro, ma la classifica non migliora per i siculi. Anzi, diventa ancor peggio il quoziente canestri nei confronti della diretta rivale Bari che spadroneggia contro l'ormai spacciato e derelitto Benevento, massacrato dai pugliesi (91-68).
Catanzaro, in piena bagarre play-off, è in chiara crisi di risultati e nella gara di ieri ha dimostrato di patire anche il primo caldo primaverile. La Nova Virtus, perciò, parte a razzo con tripla di Casale e guizzo, nella difesa schierata, di Terrana (5-0 al 2'), ma subisce presto l'imperioso contro-break calabro (0-9), firmato dal duo Mlinar-Fevola (9-13 al 7') che dà agli ospiti l'unico vantaggio della contesa.
È ancora Casale, insieme a Spizzichini, a rimettere le cose a posto con la seconda tripla personale del primo parziale (20-18 al 10').
La Nova Virtus ha decisamente più voglia, i calabresi non mordono neanche un po' e Spizzichini continua a fare il diavolo a quattro nel pitturato. Con le penetrazioni affetta-difesa di Terrana i padroni di casa ascendono fino al più 10 (33-23 al 17'). Nell'Alcaro è il solo Mlinar, incontenibile, a segnare si va al riposo lungo sul punteggio di 37-29.
Alla ripartenza è ancora Mlinar che griffa il tabellino con due canestri di classe e mette la "tremarella" tra gli iblei (40-36 al 24'), ma la replica arriva da Sorrentino, mentre anche il totem Andrea Vani prende coraggio in attacco e contiene bene Mlinar in difesa. Sulla "bomba" di Giordo, la Nova Virtus fa capire che non vuole correre rischi (53-38 al 30'), ma anche Saccoccio si ricorda che sa metterla dentro dal perimetro, rifilando 5 punti filati agli iblei che comunque limitano i danni (53-41 al 30').
Al via dell'ultima frazione sale di tono Radovanic (5 punti in un amen) che però incappa nel quarto fallo. Ragusa ha grandi problemi nello smistar palla e nel trovare tiri comodi, ma ha ancor più il merito di isolare il temibile Mlinar. L'ordine, dall'altro lato, è ora di servire Vani che, infatti, rifila all'Alcaro 6 punti chirurgici. A scacciare ogni paura, comunque, è ancora Sorrentino, che centra l'obiettivo con il terzo siluro personale, ingemmato nell'azione successiva da una conclusione dalla media. Mancano 120 secondi alla sirena ed il tabellone illumina il Palapadua (70-55). La gara è nella cassaforte della Nova Virtus e la bomba di Di Marco non fa paura. Finisce 76-59 e l'Alcaro deve iniziare a pensare, già da ora, al derby di domenica prossima contro la Liomatic Viola Reggio Calabria.

