San Basile (Cs) - Come da tradizione, anche quest'anno, durante la settimana successiva alla Pasqua, è andato in scena, in diverse comunità arbereshe della zona del Pollino, il caratteristico rito delle "vallje".
Dalle origini molto antiche, la "vallja", dall'albanese medievale "danza", è un ballo popolare, durante il quale uomini e donne, abbigliati con i tipici costumi albanesi, percorrono le vie dei paesi, formando variopinte ridde ed eseguendo canti epici ed antiche rapsodie tradizionali. Secondo la tradizione, questa particolare festa è stata stabilita per rievocare la grande vittoria riportata da Skanderbeg, contro l'invasione turca del 1400, e ricalca, nel ritmo e nella simbologia, quelle antichissime danze che ancora oggi permangono in alcune aree dei Balcani.
Dal ritmo solenne, spesso sostenuto, la danza consiste in movimenti circolari e sinuosi che, a volte, convergono verso il centro, per poi tornare a dischiudersi, caratterizzando in modo pregnante questo modo di danzare.
Alcuni antropologi, infatti, sostengono che questi movimenti sarebbero tipici della tattica di combattimento adottata dai soldati albanesi, per sconfiggere i nemici. Ma è molto più probabile che traggano origine da celebrazioni antichissime, legate alle attività agricole, per le quali venivano celebrati riti propiziatori ed apotropaici, tipici del passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile.
Durante questi riti, proprio attraverso questi balli, si celebrava il ritorno del sole e si ringraziavano le divinità per le primizie della terra. Con l'avvento del cristianesimo, sono stati inseriti poi nel ciclo religioso pasquale ed ammessi così nel contesto del "kerigma", ossia dell'annuncio gioioso della Resurrezione di Cristo. In seguito, pur rimanendo cronologicamente legati alla stagione primaverile ed alla Pasqua, si è voluto attribuire loro una connotazione marcatamente patriottica e storica: appunto la gloriosa vittoria di Skanderbeg sui turchi del 24 aprile 1467.
Svolgendosi anticamente in quasi tutti i paesi arbereshe, col tempo molte comunità hanno via via perso questa tradizione. Attualmente la mantengono ancora in vita i paesi di Frascineto, Ejanina, Civita, Firmo e San Basile. Qui, a partire dal martedì dopo Pasqua, e per tutta la settimana successiva, all'imbrunire, le strade dei centri storici si colorano con i tipici abiti della tradizione albanese e si rallegrano al ritmo delle danze e dei canti in lingua originale. Lungo i viottoli e nelle piccole piazze, tutte le famiglie ancora oggi usano offrire i dolci tradizionali del periodo pasquale, il vino novello ed ogni delizia tipica della cucina albanese, conservando, dopo cinque secoli di storia, riti e tradizioni che rendono queste piccole comunità, ricchezza inestimabile per tutto il territorio del Pollino.
Caterina Padula

