Reggio Calabria - ''Avere una centrale a carbone in sicurezza e tranquillita' e' possibile, non e' mai stato provato che siano dannose per i cittadini''. C'e' anche un comitato per il 'si' alla realizzazione di una centrale a carbone a Saline Joniche, sulla costa jonica reggina, previsto da un progetto della societa' svizzera Sei. Il responsabile dei comitati 'Vedere chiaro' di Saline Joniche e 'Trasparenza' di Motta San Giovanni, Domenico Foti e Lesandro Fisani, sabato scorso sono stati a Coira, in Svizzera, dov'era stata organizzata una manifestazione degli ambientalisti, per ''ribadire quello che noi sosteniamo da anni - spiega Foti all'Adnkronos - e cioe' che non c'e' motivo per cui a Saline non debba sorgere una centrale''.
Foti si dice tranquillo perche' ''il progetto ha avuto l'ok dai ministeri della Salute e dell'Ambiente, una pronuncia plenaria da 50 esperti''. Il rappresentante del comitato si dispiace per l'adesione al fronte del 'no' ''dei politici locali e regionali, che si sono schierati senza aver mai visto il progetto". "Non e' vero - prosegue Foti - che bisogna evacuare la popolazione dall'area in cui sorge la centrale, ne' che crea inquinamento. Anzi, proprio in questi giorni abbiamo celebrato il funerale di un nostro compaesano colpito da tumore e un altro e' fuori regione per curarsi. C'e' un'alta incidenza di cancro sul territorio, eppure non c'e' alcuna centrale''.
Domenico Foti sostiene che l'impianto sarebbe positivo per Saline Joniche poiche' porterebbe ricadute positive in termini occupazionali e sviluppo. ''Non sarebbe l'unica - sostiene - a sorgere in un luogo a vocazione turistica. Ce n'e' una in Sardegna, dodici in tutta Italia e ne stanno per sorgere altre 21 in Germania''. Da quando e' chiusa la Liquichimica, dove dovrebbe sorgere la centrale, erano state avanzate diverse proposte per la riqualificazione del sito. ''In tanti anni - fa notare il rappresentante del comitato - io non ho visto niente. Vogliamo smetterla di prenderci in giro? La centrale puo' essere un'ottima opportunita'. Dovrebbe esserci piu' informazione a favore''.
E poi, conclude Foti, ''non e' vero che sono di piu' quelli schierati sul fronte del 'no'. A Coira, in Svizzera, nonostante le enormi difficolta' legate al viaggio, eravamo di piu' quelli a favore''.

