Cosenza - ''L'emergenza rifiuti in Calabria e nella provincia di Cosenza e' ormai un fatto strutturale, non lo si e' scoperto certo in questi giorni o dopo la relazione della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti del luglio scorso. Quello dello smaltimento e' la questione che sta procurando i maggiori danni all'ambiente nella nostra regione. Ma per quanto sia rilevante il problema, non si riesce a modificare una situazione davvero disastrosa''. Lo si legge in una nota, diffusa dalla Cgil provinciale di Cosenza.
''Abbiamo alle spalle - prosegue la Cgil - 15 anni di sperpero di denaro pubblico, senza alcun riscontro in termini di efficienza, trasparenza e legalita' nella gestione dei servizi. E' evidente (lo abbiamo detto soltanto noi anche durante il Governo di centro-sinistra) che bisogna superare il Commissariamento. Per queste ed altre motivazioni, in tempi non sospetti abbiamo presentato un piano alternativo con alcuni punti qualificanti: gestione pubblica del ciclo integrato dei rifiuti, raccolta differenziata spinta, qualita' dei servizi riciclo e riutilizzo con la finalita' di non limitarsi al solo smaltimento. Sostanzialmente, riteniamo che una gestione efficiente presuppone una diversa visione culturale basata sul contenimento della produzione di rifiuti, sulla diffusione del riuso e del recupero energetico''.
''Il coinvolgimento dei cittadini, a partire dalle scuole, diventa fondamentale. Non mancano i fondi - sostiene la Cgil - basterebbe attuare la programmazione comunitaria 2007/2013 o recuperare i circa 100 milioni di euro delle risorse Por Calabria Fas 2007/2013 destinati all'ambiente''. ''In questi ultimi anni, purtroppo, - conclude la Cgil - la politica inCalabria non ha dimostrato capacita' nel governo dell'ambiente, non a caso sono aumentati i livelli d'inquinamento del territorio e del mare. Non solo, la bonifica delle discariche e dei siti inquinati non e' mai partita''.

