Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Molise e Calabria hanno introdotto il ticket di 10 euro a ricetta, cosi' come previsto dalla legge nazionale.
In Sicilia, dove gia' c'era un balzello aggiuntivo di 2 euro a ricetta, ne hanno aggiunti altri 8 per arrivare a 10.
Altre Regioni hanno invece rimodulato l'applicazione del ticket - che e' bene ricordarlo va ad aggiungersi agli altri ticket gia' in vigore in ogni Regione - in base a parametri propri. La prima a seguire una propria strada e' stata la Lombardia, che ha messo a punto una spalmatura diversa e graduale del prelievo: viene infatti chiesto di pagare non 10 euro fissi in piu' per ogni tipo di prestazione, come indicato dalla legge nazionale, ma una cifra variabile proporzionata al valore della prestazione stessa.
Anche in Piemonte, dal 5 agosto scorso, invece della quota fissa di 10 euro vengono applicate tariffe variabili che si sommano a quelle gia' in vigore. Ad esempio, su un esame per il quale si pagava tra i 10 e 15 euro vengono ora aggiunti 3 euro, su uno tra 25 e 30 euro se ne aggiungono 7,50. Alcune Regioni (Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche) hanno invece deciso di rimodulare il ticket in base al reddito, salvaguardando le attuale esenzioni. Ad esempio, in Veneto si e' deciso di applicare un ticket di 5 euro a ricetta per chi ha un reddito sotto i 29 mila euro e uno da 10 euro per chi supera quel tetto. In Toscana fino a 36 mila euro di reddito non si applica nessun balzello; 5 euro da 36 a 70 mila; 10 euro da 70 a 100 mila; 15 euro oltre 100 mila.

