Reggio Calabria - ''Va salutato con favore l'impegno del Governo Italiano in difesa della vita di Kate Omoregbe e lanciamo un appello alle autorità competenti, che stanno vagliando il caso, affinché nell'esercizio del loro dovere scongiurino il compiersi di un'atroce barbarie, quale la lapidazione, a cui sarebbe condannata la donna qualora fosse rimpatriata in Nigeria''. Lo affermano, in una dichiarazione congiunta, Roberta Angelilli (Ppe/Pdl), vicepresidente del Parlamento europeo, e Patrizia Toia (S&D/Pd), vicepresidente del gruppo dei Socialisti e Democratici.
''E' in gioco - si legge - il rispetto di una vita umana, principio fondamentale che deve sempre e comunque essere salvaguardato e considerato superiore a tutto. Questa vicenda deve far riflettere sulle tante Kate che ogni giorno fuggono dalla violenza e dalla guerra e di cui ignoriamo la sorte. Questa storia, inoltre, dimostra ancora una volta la forza e l'efficacia di una mobilitazione trasversale, che coinvolga istituzioni, società civile, movimenti e popolo della rete nella battaglia in difesa dei diritti umani. Un anno fa il mondo si è mobilitato per Sakineh, prima ancora per Asia Bibi, oggi per Kate, tre donne condannate a morte in tre diversi Paesi di origine dove nascere donna è in sé fattore discriminante anche davanti alla legge. I Governi nazionali e le Istituzioni europee devono vigilare e compiere una continua azione politica e di sensibilizzazione delle coscienze in nome dei diritti fondamentali, dei diritti delle donne e che possa portare finalmente alla moratoria sulla pena di morte''. (com/adf)

