Reggio Calabria - ''L'indagine è della procura di Locri, la Dda la segue per la personalità di Antonio Pelle che è stato condannato a 13 anni per associazione mafiosa, porto e detenzione di armi ed è ritenuto il capo della cosca Pelle-Vottari. Quali misure erano state disposte, quali sono state eseguite, quali in ipotesi non sono state eseguite è l'oggetto dell'accertamento che sta svolgendo la procura di Locri''. E' quanto ha affermato il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, rispondendo questa mattina alle domande dei cronisti sull'evasione di Pelle dall'ospedale di Locri.
''La decisione (sul controllo in ospedale, ndr) è stata presa dalla questione nel quadro dell'uso delle risorse. C'è stata, a suo tempo, una valutazione complessa della questura e degli altri organi competenti. Non si può da un episodio trarre una conseguenza così immediata. Sono sicuro che ci sarà una nuova riflessione ma c'è da fare il conto con le risorse che sono quelle che sono. In Calabria lo Stato ha investito molto nel settore della sicurezza, le tre forze di polizia sono sensibili a livello centrale romano a mantenere gli organici pieni, ma la Calabria così come la Sicilia e la Campania, sono terre estremamente difficili. Cerchiamo di utilizzare nel modo migliore e più intelligente queste risorse''.
''Sono convinto - ha concluso - che i carabinieri e le forze di polizia faranno il possibile perché questo stato di libertà di Antonio Pelle sia provvisorio''. (red)

