Reggio Calabria - ''La relazione, predisposta dal prefetto Basilone, che ha portato, nel 2006, allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dell'Asl di Locri aveva evidenziato le numerose presenze, tra il personale sanitario e parasanitario del P.O. della città, di parenti, alcuni anche stretti, di noti boss della 'ndrangheta dell'area jonica reggina; così come la stessa relazione evidenziava rapporti con la criminalità organizzata attraverso convenzioni e servizi esterni. Pur tuttavia, dopo lo scioglimento in questione, nessun provvedimento giudiziario o amministrativo è intervenuto per allontanare ed interrompere quei rapporti all'interno del P.O. di Locri''. Lo sostiene in una nota Angela Napoli, deputa Fli e componente della Commissione parlamentare antimafia.
''Addirittura, inspiegabilmente, la Regione Calabria - si legge - non ha provveduto, fino ad oggi, ad ottemperare in accordo con il Ministero dell'Interno al deliberato che prevedeva l'accorpamento dell'Asl di Locri con l'Asp di Reggio Calabria così come avvenuto per ogni singola provincia con le altre Asl calabresi. Appare, inoltre, di fronte a quanto sopra e in aggiunta ai numerosi omicidi che sono avvenuti nel P.O. di Locri altrettanto grave la mancanza di controlli all'interno e all'esterno dello stesso''. (red)

