Reggio Calabria - Sono sette le sedi episcopali attualmente vacanti in Italia di cui tre calabresi: Oppido-Palmi, Lugro e Cassano. Come dire, una regione ecclesiastica da ridisegnare nel suo insieme come quadro dirigente della Chiesa.
Il compimento del settantacinquesimo anno d'età segna la conclusione degli incarichi ecclesiastici diocesani per i vescovi (si dice che un arcivescovo lascia «per raggiunti limiti d'età»). E intanto pare che Benedetto XVI, dalla sua residenza estiva di Castel Gandolfo abbia avviato le consultazioni per scegliere i nuovi vescovi della diocesi di Cassano, attualmente retta da Mons. Francesco Oliva, nominato amministratore pro-tempore dal collegio diocesano dei consultori, e della circoscrizione vescovile di Oppido-Palmi, amministrata da Mons. Luciano Bux, divenuto amministratore apostolico lo scorso due luglio in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.
Tempi più lunghi invece sembra che siano quelli per la nomina del nuovo Eparca della diocesi di Lungro, attualmente amministrata, per volontà della Santa Sede, dall'arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Mons. Salvatore Nunnari, guidata in precedenza, (esattamente dal 30 novembre 1987 al 12 agosto 2010) da Mons. Ercole Lupinacci, dimessosi per raggiunti limiti di età. Tuttavia con buona probabilità, le lettere firmate dal nunzio vaticano in Italia, Mons. Giuseppe Bertello, potrebbero essere arrivate sulle scrivanie dei vescovi del Sud Italia negli ultimi giorni. È l'avvio della procedura formale per arrivare, entro la fine del 2011, alla designazione del nuovi vescovi della regione ecclesiastica calabrese. Una notizia che non trova conferme ufficiali in Curia, ma che era nell'aria da qualche settimana. E adesso che le carte sono state spedite nei Sacri Palazzi di tutta la regione si sta ragionando sui probabili successori. Una regione, quella Calabra, in continua "rinascita".
Già lo scorso 7 gennaio il Papa aveva nominato vescovo di San Marco Argentano-Scalea, monsignor Leonardo Bonanno, del clero dell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, vicario generale della medesima arcidiocesi in seguito alla rinuncia al governo pastorale della diocesi presentata da monsignor Domenico Crusco. Ventata di rinnovamento che aveva interessato, lo scorso 25 marzo, anche l'arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace, con il trasferimento del vescovo di Cassano, Mons. Vincenzo Bertolone, che prendeva il posto di Mons. Antonio Ciliberti, divenuto arcivescovo emerito. Prossima nomina (forse l'anno prossimo) potrebbe essere quella dell'arcidiocesi metropolitana di Reggio Calabria-Bova, attualmente retta dall'arcivescovo Mons. Vittorio Luigi Mondello, 74 anni, (precisamente dal 28 luglio 1990 quando il beato Karol Wojtyla lo chiamò a succedere a Mons. Aurelio Sorrentino) che ricopre anche l'incarico di Presidente della conferenza episcopale regionale, molto amato dal popolo reggino e non solo; mentre per il "collega" di Cosenza, Mons. Nunnari, (72 anni) ci vorranno probabilmente ancora altri tre anni.
Certo c'è sempre la "prorogatio", cioè un termine di reggenza variabile che dispone il mantenimento dell'incarico fino alla nomina del successore (di solito anche 2 -3 anni). E mentre in tutte le diocesi calabre si scatena il toto-nomine, da Roma ancora ufficialmente non è stato annunciato nulla, ma l'impressione è che tutto potrebbe essere deciso addirittura in autunno. Come è noto infatti, domenica 9 ottobre, Benedetto XVI visiterà la diocesi di Lamezia Terme e la certosa di Serra San Bruno. Probabilmente i successori di Bux e Bertolone, saranno vescovi di prima nomina o comunque persone esperte anche da un punto di vista del governo pastorale di una diocesi anche se negli ultimi giorni circola sempre più insistente il nome di qualche vescovo di origine calabrese attualmente impegnato in altra regione. Certamente non è escluso che potrebbe arrivare un «vescovo forestiero», vale a dire appartenete al clero di una diocesi extraregionale. Tuttavia l'attenzione alla dimensione regionale è un dato che sembra contare parecchio nel curriculum delle nomine episcopali: ben più dei due terzi dell'esercito di oltre duecento vescovi e arcivescovi negli annuari Cei risulta alla guida di diocesi che appartengono alla stessa regione in cui sono nati o hanno mosso i primi passi da prete. Ciò nonostante i colpi di scena, quando c'è di mezzo il Segreto pontificio, sono sempre dietro l'angolo.
Elia Fiorenza

