Reggio Calabria - Si è conclusa nei giorni scorsi la IX campagna di scavo in località San Marco di Monasterace condotta dall'Università di Firenze.
I Lavori seguiti dalla Prof.ssa Lepore, docente di Archeologia della Magna Grecia e di Metodologie della ricerca archeologica nell'Università di Firenze, è stata coordinata sul terreno da Paola Turi, in laboratorio da Maria Rosaria Luberto, esperta di ceramica arcaica e classica, e Chiara Giatti, esperta di ceramica e architettura romana.
Responsabile quest'anno degli interventi di restauro sulla ceramica e della documentazione fotografica è stato Giovanni Spallino. L'equipe (Cristiano, Chiara, Gloria, Antonio, Davide, Andreina, Francesca), costituita da studiosi, laureati e laureandi in archeologia e da un esperto informatico ha operato con passione e dedizione ed ha visto la lodevole professionalità di Valentino Desantis e Fabio Congedo, archeologi topografi. La campagna di scavo, ha rimesso in luce un'ala settentrionale del portico-magazzino del III sec. a. C., che presenta ora due ampi ambienti rettangolari aperti sul davanti: rimane da scavare il terzo ambiente messo in luce parzialmente ad est. E' stata approfondita poi l'indagine del settore ad Est dell'ampio tratto di strada (con i solchi lasciati dal passaggio dei carri ben visibili) da noi attribuita all'impianto urbano di periodo tardo-arcaico e classico (fine VI- V sec. a. C.). Qui si comincia a delineare una situazione molto simile a quella che ha permesso di riconoscere la "casa del personaggio grottesco" (la casa abitata dal primo quarto del V sec. a. C. e abbandonata alla fine del IV sec. sempre a. C., che si trova subito a ovest della strada), nonché delle manifestazioni di devozione domestica in questo caso evidenziate dalla deposizione di coppe attiche capovolte e spezzate, piedi intenzionalmente forati, e altri vasi di uso rituale. Tali manifestazioni sembrano per ora peculiari dei periodi antecedenti la costruzione della casa, della quale per ora è stato esplorato solo un angolo.
Elia Fiorenza

