"L'ennesima minaccia ai danni di un magistrato della DDA non può trovare un'opinione pubblica refrattaria o protagonista di semplici attestazioni di solidarietà. Occorre, invece, reagire - sottolinea Raffa -  con determinazione   modificando  il sostegno in favore di quanti sono in prima linea nella quotidiana lotta contro il crimine organizzato. Il dott. Giuseppe Lombardo, così come  tutti gli altri magistrati impegnati sul fronte antimafia, non può essere lasciato solo: accanto al  sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia occorre costruire  un  fronte comune in grado di resistere alla protervia dei clan e di neutralizzare la pervasività  di chi, vivendo nell'illegalità, tenta di diventare protagonista nella vita socio - economica dei nostri territori". 

Per il Presidente della Provincia reggina "l'episodio odierno conferma il nervosismo che serpeggia tra le file dell'organizzazione criminale, da tempo, duramente  toccata negli interessi vitali  come il sequestro e la confisca di beni.  Lo Stato, per sconfiggere la mafia, necessita dell'incondizionato sostegno di noi tutti: dalla politica all'economia, dalla società civile e all'associazionismo, dai semplici cittadini alle  agenzie educative.

Il lavoro dei magistrati e delle forze dell'ordine - conclude la nota di Raffa - ci aiuta a rimanere liberi da qualsiasi condizionamento, a farci sentire orgogliosi  cittadini dello Stato di diritto le cui norme regolano la vita  dell'intero corpo sociale  che, soprattutto in momenti di crisi come quella che stiamo attraversando, necessita di coesione e certezze. In momenti come questo, la politica deve diventare protagonista mettendo da parte le contrapposizioni che, spesso, favoriscono i tentativi  della 'ndrangheta, per assumere un ruolo guida, determinante, per la costituzione di un nuovo ordine sociale".

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Sabato, 10 Ottobre 2026 ore 20:01
Solidarietà del Presidente Raffa al dott. Lombardo della DDA di RC

04.10.2011 - 18:41

Reggio Calabria - "Respingiamo con forza  l'ennesimo tentativo dell'antistato di  condizionare  quanti, in questa terra,  sono veri e propri  baluardi della legalità e della lotta alla 'ndrangheta". Lo afferma il presidente dell'Amministrazione provinciale Giuseppe Raffa che, in una nota, interviene sull'episodio avvenuto questo pomeriggio al Cedir di Reggio Calabria.

"L'ennesima minaccia ai danni di un magistrato della DDA non può trovare un'opinione pubblica refrattaria o protagonista di semplici attestazioni di solidarietà. Occorre, invece, reagire - sottolinea Raffa -  con determinazione   modificando  il sostegno in favore di quanti sono in prima linea nella quotidiana lotta contro il crimine organizzato. Il dott. Giuseppe Lombardo, così come  tutti gli altri magistrati impegnati sul fronte antimafia, non può essere lasciato solo: accanto al  sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia occorre costruire  un  fronte comune in grado di resistere alla protervia dei clan e di neutralizzare la pervasività  di chi, vivendo nell'illegalità, tenta di diventare protagonista nella vita socio - economica dei nostri territori". 

Per il Presidente della Provincia reggina "l'episodio odierno conferma il nervosismo che serpeggia tra le file dell'organizzazione criminale, da tempo, duramente  toccata negli interessi vitali  come il sequestro e la confisca di beni.  Lo Stato, per sconfiggere la mafia, necessita dell'incondizionato sostegno di noi tutti: dalla politica all'economia, dalla società civile e all'associazionismo, dai semplici cittadini alle  agenzie educative.

Il lavoro dei magistrati e delle forze dell'ordine - conclude la nota di Raffa - ci aiuta a rimanere liberi da qualsiasi condizionamento, a farci sentire orgogliosi  cittadini dello Stato di diritto le cui norme regolano la vita  dell'intero corpo sociale  che, soprattutto in momenti di crisi come quella che stiamo attraversando, necessita di coesione e certezze. In momenti come questo, la politica deve diventare protagonista mettendo da parte le contrapposizioni che, spesso, favoriscono i tentativi  della 'ndrangheta, per assumere un ruolo guida, determinante, per la costituzione di un nuovo ordine sociale".

Redazione
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