Gioia Tauro (Reggio Calabria) - "I lavoratori hanno fatto la loro parte, adesso azienda e politica si mettano al lavoro". E' in estrema sintesi il ragionamento espresso stamattina nella conferenza stampa convocata dalla Cgil della Piana di Gioia Tauro, nel Reggino, per discutere della nuova crisi al porto di Gioia Tauro. Un incontro, quello di stamattina, voluto dal sindacato della Camusso per mettere in rilievo "il preoccupante calo di volumi - ha sottolineato il segretario generale gioiese Antonino Calogero - riscontrato negli ultimi mesi nello scalo portuale".
Il segretario regionale Filt-Cgil Salvatore Larocca ha aggiunto che "il calo e' piu' alto del previsto. Alcuni mesi fa abbiamo strappato un accordo sofferto grazie al quale e' diminuito l'assenteismo e si e' arrivare a movimentare 27,5 container all'ora". "Gli obiettivi posti da Mct (terminalista del porto di Gioia Tauro, ndr) - ha continuato Sergio Lagana', segretario della Filt-Cgil di Gioia Tauro - sono stati raggiunti, i lavoratori hanno fatto la loro parte facendo dei grossi sacrifici: adesso la politica faccia quello per cui e' deputata". E' un appello accorato, quello dei sindacalisti, che si rivolge "a tutta la classe politica regionale, al di la' del colore politico - ha dichiarato Calogero - che si faccia portatore delle richieste del territorio a Roma".
E critiche dal sindacato sono state rivolte anche al governo nazionale che, dopo il tavolo di Roma tra minisero, azienda e sindacati per l'accordo sulla cassa integrazione, pare non abbia mantenuto gli impegni presi. "Da un anno dalla firma dell'Accordo programma quadro per il rilancio infrastrutturale e industriale del porto - hanno denunciato i tre sindacalisti - non e' stato compiuto nessun passo concreto: la politica si svegli e faccia la propria parte". (red)

