Il 49% delle donne rom residenti in Italia dichiara di aver subito discriminazioni nell'accesso ai servizi sanitari, soprattutto di Pronto soccorso. Il 43% di essere oggetto di violenza domestica, il 40% sul posto di lavoro.
E' il quadro delle discriminazioni e delle violenze subite dalla popolazione femminile rom in Italia tracciato da una ricerca condotta dal Centro Europeo per i Diritti dei Rom in collaborazione con Ong locali ( Idea Rom e Opera Nomadi di Reggio Calabria).
Un'indagine condotta da tre giovani Rom, dopo un training ad hoc, hanno condotto 88 interviste a Roma, Torino e Reggio Calabria. Nel campo dell'assistenza medica, le intervistate hanno percepito episodi di discriminazione e umiliazione. Il 49% di quelle che hanno commentato sulle relazioni con il personale medico ha avvertito un diverso trattamento rispetto ai pazienti non Rom, soprattutto nell'accedere ai servizi di pronto soccorso. Molte donne rom, peraltro, non hanno accesso all'assistenza sanitaria come garantito dal Sistema Sanitario Nazionale a causa della loro condizione legale, della mancanza di indicazioni sui loro diritti e mal informazione sulle modalita' di accesso ai servizi di assistenza medica. Il 43% delle donne ha poi riferito di subire o avere subito violenze domestiche.
La maggior parte delle intervistate non ha cercato aiuto presso le istituzioni competenti per paura dell'intervento dello Stato ai loro danni per motivi quali il matrimonio irregolare, l'eta', lo status legale, le condizioni materiali di vita e la discriminazione etnica, che comporta la minaccia di allontanamento dei figli. Inoltre, ne' la polizia ne' la magistratura sono intervenute in modo efficace negli esigui casi in cui e' stata fatta denuncia.

