Cosenza - Il nuovo anno accademico è iniziato. Con l'avvenuta pubblicazione delle ultime graduatorie definitive, da qualche settimana è giunta l'ora di prender casa per gli studenti universitari fuori sede. E inizia così il calvario della lettura di annunci su riviste e volantini sparsi per le bacheche, sulle recinzioni di lamiere dei cantieri aperti, o sui muri del campus e non solo che interessa alla ricerca di un posto letto che sia meno salato di una suite in un albergo a cinque stelle.
Ma gli affitti sono sempre più alti: oltre la metà degli studenti pagherà, circa, più di 200 euro al mese per avere un tetto sulla testa durante gli studi. A livello nazionale gli studenti fuorisede sono in Italia sono circa 700mila, ma il Ministero dell'Istruzione mette a disposizione solo 46mila alloggi in strutture convenzionate (residenze e studentati). Un rapporto di 1 a 15: per ogni studente che riesce a entrare ben quattordici restano fuori e devono cercare ospitalità altrove. Per gli altri bisogna orientarsi tra prezzi pazzi e affitti in nero. Nello specifico, l'Unical, come evidenzia la guida dello studente, dispone di circa 3000 posti letto, che nonostante l'ingente richiesta non riescono a ricoprire in toto il bisogno del popolo studentesco. Il peso delle spese d'affitto grava sul bilancio degli universitari tra il 50 e l'80% delle proprie risorse finanziarie. Un problema puntuale ed oggettivo che si ripresenta puntualmente ogni anno con aumenti sempre più sorprendenti. Certamente si registra ancora poca regolamentazione: traboccano gli affitti in nero applicati da padroni di casa a volte senza scrupoli, contratti non registrati, agenzie immobiliari "fai da te" e canoni esosi.
Abitudine molto in auge è quella di chiedere al giovane affittuario due mensilità di anticipo oltre al pagamento del mese in corso al momento della stipula del contratto, laddove viene redatto! Guardando il dettaglio dell'indagine, registriamo che a Rende, per un posto letto in zona 4-miglia, occorrono circa 200 euro; per una stanza singola si va da un minimo di 200 (zona Chiesa Borromeo) a un valore medio di 210 (zona via F. Todaro) a un massimo di 220 (in zona via Marconi) - spese escluse.. Valori solo leggermente più bassi (180-150 euro per una camera singola) in aree vicine alle altre Università (Arcaverde, San Gennaro, Cus).
Si risparmia soltanto se ci si sposta in aree periferiche: 120 euro per un posto letto nella zone di Arcavacata, Dattoli, Santo Stefano, Saporito. Da molti anni il Sunia (sindacato per gli inquilini) denuncia questo fenomeno che ha assunto ormai caratteri molto gravi al punto da escludere intere fasce di giovani dal diritto allo studio per gli altissimi costi complessivi che le famiglie di provenienza dovrebbero sostenere.
Per il sindacato «nella maggioranza dei casi le offerte d'affitto contengono poi una serie di violazioni: contratti di tipo libero, non registrati, senza limite di canone, sub-affitti collegati». A questo punto urgono interventi straordinari che, attraverso la revisione dell'imposizione fiscale, possano calmierare i prezzi.
Elia Fiorenza

