Reggio Calabria - ''Il Cairo, visto con gli occhi della turista, e' una citta' tranquilla, ma blindata, piena di poliziotti sia in divisa che in borghese. Li riconosci dai pistoloni che portano nella cintura. In ogni albergo c'e' un metal detector e quando sali sui furgoni c'e' il cane antiesplosivo che si avvicina per un ulteriore controllo''. E' il racconto di Antonia, 42enne di Reggio Calabria, appena tornata dall'Egitto. Durante le sue vacanze la turista italiana ha avuto due guide, una cristiana copta e una musulmana. Punti di vista diversi che fanno emergere la drammaticita' della situazione sociale in Egitto, dove, proprio due giorni fa, una manifestazione dei cristiani copti e' finita nel sangue con 23 morti e centinaia di feriti.
''I copti gia' dalla scorsa settimana denunciavano che erano nati contrasti, che i musulmani avevano incendiato una chiesa ad Assuan e che rapivano le donne per violentarle'', racconta Antonia all'Adnkronos, spiegando che la guida cristiano copta ''avvertiva noi italiani 'State attenti perche' succedera' cosi' anche da voi''', mentre quella musulmana diceva di ''credere nella rivoluzione e parlava di una guerra con Israele'' ed era molto critica ''con Mubarak, troppo filo-americano, ma anche con il primo ministro attuale che 'non fa niente'''. Antonia si chiede ''cosa ha portato la rivoluzione''. ''Il Cairo - dice - e' una citta' sporca e senza regole: strade larghe e lunghe senza alcun cartelli stradali. La gente passa gli incroci come vuole. E poi c'e' tanta poverta'. Non esiste il ceto medio, o sei ricco o sei povero''. Quanto ai turisti, ''sono sempre sorvegliati, nessuno puo' uscire da solo'', spiega.

