Reggio Calabria - "Oggi non è una giornata come le altre. Occorre che ciascuno di noi dedichi un po' del suo tempo al ricordo di chi ha perso la vita per contrastare la mafia". E' quanto ha affermato in una nota il presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta Salvatore Magarò, commentando la giornata di ieri: giorno dell'anniversario della morte di Francesco Fortugno.
"In coincidenza con l'assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale Franco Fortugno avvenuto a Locri il 16 ottobre del 2005, ricorre oggi - si legge - la Giornata della Memoria di tutte le vittime della criminalità organizzata, istituita con la legge regionale n. 34 il 2008. Le vittime di mafia sono tante, ma nessuna va dimenticata. Noi le abbiamo volute commemorare attraverso un provvedimento legislativo puntuale, approvato venerdì sera in Consiglio regionale. Approvando all'unanimità, maggioranza ed opposizione, nella Commissione contro la 'ndrangheta che presiedo, la proposta di legge recante 'Interventi a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché a favore dei testimoni di giustizia, un corollario della legge 31 del 2008 che amplia l'area di intervento includendo nei provvedimenti a favore delle vittime di terrorismo e criminalità organizzata anche i testimoni di giustizia'. La Regione Calabria ha voluto dimostrare solidarietà concreta nei confronti di persone che si sono sacrificate in difesa della democrazia e della nostra libertà ed il cui ruolo è talvolta determinante nei processi per assicurare i responsabili dei reati alla giustizia. Per tutti noi, è doveroso oggi riandare con il pensiero all'impegno dispiegato da tutti coloro che non hanno ceduto ai ricatti mafiosi e si sono scontrati con una violenza impietosa, rinnovando l'impegno a non dimenticare e a fare, ciascuno secondo le proprie responsabilità, la propria parte per sconfiggere questo cancro della civiltà democratica che ipoteca la speranza ed il futuro dei giovani e blocca l'economia e lo sviluppo di questa parte del Mezzogiorno. Io, nella qualità di presidente di una Commissione che tenta di fare il meglio di quanto è nelle sue possibilità, mi permetto di rammentare, specie ai giovani ed agli educatori della nostra regione il cui compito è delicatissimo, che tuttavia non siamo all'annoi zero. Che se spesso la realtà ci offre uno spettacolo sconfortante, possiamo farcela. Non finiremo mai di ringraziare i magistrati e le forze dell'ordine che quotidianamente ottengono, a costo di sacrifici, risultati tangibili. Se insieme percepiamo la gravità e il male di cui la mafia è espressione, possiamo vincerla. Certo, occorrono aiuti. Contro la mafia una regione come la Calabria, se lasciata sola, non ce la può fare. E mai come in queste giornate si comprende il nesso che vi è tra crisi economica e recrudescenza mafiosa, posto che, come ha di recente segnalato il Governatore della Banca d'Italia Draghi, a causa della crisi economica, molte imprese sono diventate vulnerabili e perciò esposte all'aggressione della criminalità organizzata che dispone di forti liquidità. Dinanzi ad una mafia che ha messo radici in tutto il territorio occorrono risposte complessive e convergenti. I nostri amministratori locali non possono essere lasciati da soli in questa battaglia difficile. Dobbiamo vigilare ed accendere sempre i riflettori quando ci sono intimidazioni d'ogni tipo, anche per evitare di legittimare l'idea sbagliata, che pure si fa continuamente spazio, secondo cui nel Mezzogiorno e segnatamente in alcune sue aree, ormai non ci sia più niente da fare e che qui la battaglia per la legalità è ormai persa. Nei prossimi giorni, la Commissione avvierà interlocuzioni puntuali con i Prefetti della Calabria e i Procuratori della Repubblica. Vogliamo essere utili concretamente, e adoperarci per creare sinergie efficienti con tutti gli organismi titolati a fronteggiare la criminalità. Giornata come questa, dedicate al ricordo, servono anche per sconfiggere il silenzio e l'omertà che sono gli elementi prediletti dalle organizzazioni criminali, perché mentre si isolano coloro che le combattono si fa il gioco di chi vorrebbe derubricare la questione mafiosa a problema marginale. Invece contro al mafia dobbiamo tutti alzare la voce, farci sentire, affinché sia possibile dappertutto una riscossa civile". (com)

