Cosenza - "L'inchiesta della Procura di Cosenza, relativa alla irregolarità di un cospicuo numero di statini, ha portato una inaspettata notorietà alla nostra Facoltà, vittima di ciò che è accaduto. È stata la Facoltà stessa - dopo la segnalazione, da parte di alcuni docenti, di irregolarità nelle firme apposte sui documenti di esame - a richiedere immediatamente l'intervento del Rettore per coinvolgere l'autorità giudiziaria al fine di tutelare le carriere legittime dei suoi studenti e la propria attività". È quanto si legge nella mozione del consiglio della facoltà di lettere e filosofia dell'Università della Calabria in merito all'inchiesta sui falsi statini che hanno acceso i riflettori sull'ateneo cosentino già da diversi mesi.
"Agli inquirenti - spiega la nota - esprimiamo il nostro non formale ringraziamento per l'attività fin qui svolta e quella ancora in essere, certi che sarà fatta piena luce su tutte le responsabilità individuali di un atto che colpisce noi e i nostri studenti due volte: come cittadini che rispondono alle leggi e che credono nell'autorità che da esse promana e come docenti e studenti che vedono la loro attività di formazione, svolta con ruoli e a titoli differenti, ridotta al rango di merce e di strumento di clientela e corruzione. Per questi motivi abbiamo garantito e sempre garantiremo la piena collaborazione necessaria alle indagini. Riteniamo doveroso che chiunque si sia macchiato di questi atti sia individuato e affronti la giusta sanzione delle leggi della Repubblica: questa valutazione riposa anche sulla consapevolezza che è la cultura democratica dell'intero Paese a essere minata dalle pratiche corruttive che coinvolgono le istituzioni pubbliche, ovunque esse si verifichino". Ricordando che in particolare in "una regione come la nostra, la battaglia per la legalità deve essere la prima preoccupazione dei cittadini e degli educatori. Alla luce di quanto sopra esposto, conclude - la Facoltà di Lettere e Filosofia manifesta la propria volontà di costituirsi parte civile nel futuro processo e, ove mai questa ipotesi dovesse risultare non praticabile, chiede al Rettore, che già si è pubblicamente impegnato in tal senso, di voler tutelare in quella sede, oltre ai lesi interessi generali dell'Ateneo, in particolare il lavoro dei ricercatori e dei docenti e l'impegno di studio degli allievi della nostra Facoltà". (com/ef)

