Reggio Calabria - "Gli esperti concordano che le donne di 'ndrangheta sono ormai donne istruite che trasferiscono i latitanti e trattano l'acquisto di armi, gestiscono conti correnti, fanno operazioni finanziarie, vigilano sulle estorsioni, creano imprese. E, soprattutto, sono donne che educano i loro figli alla vendetta, che trasmettono loro i codici mafiosi. Madri che offrono all'esercito della 'ndrangheta una generazione cresciuta nell'illegalità e che nell'illegalità cerca e trova il proprio futuro". Lo ha detto - in occasione del convegno: "L'altra metà della 'ndrangheta: le donne, le cosche, il potere" - Lella Golfo, parlamentare del Pdl e Presidente della Fondazione Bellisario, che ha promosso l'evento.
"Al Sud - ha aggiunto - permane con forza la consapevolezza che esiste l'altra faccia della 'ndrangheta al femminile e la ricerca ci conferma che è da lì che dobbiamo partire. Condannando con forza le donne che restano dall'altra parte e 'illuminando' i tanti esempi positivi: le collaboratrici di giustizia, le donne delle istituzioni e forze dell'ordine, le imprenditrici che si ribellano al pizzo, i sindaci che sfidano la criminalità. L'antimafia non riguarda pochi eroi e ognuno di noi deve sentire dentro di sé l'obbligo della conoscenza, il dovere civile della denuncia e dell'insegnamento, perché da quest'impegno condiviso dipende il futuro delle giovani generazioni meridionali". (red)

