Reggio Calabria - Il Presidente del consiglio regionale Francesco Talarico all'inizio della seduta odierna ha affermato: ''Dagli elementi che sono a nostra conoscenza i reati contestati, non sono relativi all'esercizio del mandato di consigliere regionale ed alla sua funzione di presidente della Commissione Bilancio, atti e comportamenti sono quindi da ricondurre a responsabilita' personali senza alcun coinvolgimento dell'Istituzione che ho l'onore di presiedere. Riponiamo grande fiducia nel lavoro della magistratura di Milano e nell'impegno quotidiano, costante, rigoroso e coraggioso della magistratura e delle forze dell'ordine della Calabria e nel loro lavoro di contrasto alla ndrangheta ed a quell'area cosiddetta grigia che si nutre di relazioni, collusioni e connivenze che ostacolano lo sviluppo economico e sociale della nostra regione e che sono da considerare tra le cause principali di quella debolezza civile che mette la Calabria ai margini della vita del Paese.
In questo momento, abbiamo il dovere, tutti, maggioranza ed opposizione, di difendere, tutelare e distinguere, ruolo e funzioni della massima assemblea legislativa della regione da responsabilita' soggettive dei singoli. Il Consiglio regionale della Calabria ha le carte in regola su questi temi, con l'approvazione all'unanimita' di una serie di provvedimenti che nel corso delle passate legislature sono stati approvati. Ci siamo dati delle regole precise e direi quasi uniche nel panorama della legislazione regionale in materia. La forza delle istituzioni, anche della nostra assemblea, consiste nell'agire e nel garantire un quadro di legalita' e di trasparenza, capace di rappresentare le motivazioni di fondo di un sistema democratico.
Dobbiamo saper distinguere tra l'Istituzione, che e' garanzia di legittimita' per tutti, i singoli nei comportamenti quotidiani, e i partiti, che sono chiamati a fare attenzione nel comporre le loro liste e debbono saper rinunciare a qualche consenso quando non e' assicurata la massima trasparenza.

