Le carceri italiani scoppiano, una realta' che "rappresenta vergogna e disonore per un Paese come l'Italia", denuncia la Uilpa Penitenziari. I numeri forniti dal sindacato la dicono lunga. Ieri si e' sfondata quota 68mila. Alla vigilia dell'Immacolata, per l'esattezza, nelle strutture penitenziarie italiane erano presenti 68.017 detenuti ( 65.121 uomini, 2.896 donne) a fronte di una disponibilita' reale di 44.385 posti, per un esubero pari a 23.632 detenuti. Per tanto, numeri alla mano, il sovraffollamento medio nazionale si attesta al 53,2%. La Regione con il piu' alto tasso di sovrappopolamento e' la Puglia ( 84%), seguita da Marche (83,9%), Emilia Romagna ( 75.6%), Friuli (75,1%) e Lombardia ( 74 %).
Nel 12,6 % degli istituti il sovraffollamento tocca punte dal 100 a oltre il 183%, nel 42,4 % degli istituti penitenziari varia dal 50 al 99%, nel 20% va dal 20 al 50%, nel 10,2 % dall' 1 al 20% . Solo il 13,8 % non fa i conti con il problema del sovraffollamento o contiene meno detenuti rispetto alla capienza prevista. Il penitenziario con il maggior tasso di sovraffollamento si conferma Lamezia Terme ( 183,3%), seguita da Brescia Canton Mombello (177,2 %), Busto Arsizio ( 162,9 5), Como (150,9 %), Ancona Montaguto (145 %). "La prepotente urgenza alla necessita' di offrire risposte al dramma penitenziario, cui piu' volte ha fatto richiamo il Presidente della Repubblica - ricorda Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Penitenziari - trova piena conferma e sostanziale ragione nell'analisi dei numeri.
Per questo auspichiamo che il governo Monti collochi nella propria agenda alla voce 'priorita'' la questione penitenziaria".

