Reggio Calabria - "Evidenti violazioni costituzionali, - si legge in una nota della studio legale Gulisano - della legislazione nazionale, eccesso di potere, violazioni delle stesse leggi regionali, illegittimità, omissioni, abusi e persino il sospetto di documenti falsi o manomessi. C'è un campionario di accuse anche gravi nelle 51 pagine dei ricorsi presentati dall'Avvocato Silvia Gulisano contro i provvedimenti, adottati dal Consiglio Regionale e dal presidente Francesco Talarico, che l'hanno fatta decadere e poi l'hanno vista esclusa dalle nuove designazioni al vertice del Corecom-Calabria".
L'ex-Presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni ha illustrato oggi ai giornalisti un vero e proprio dossier che comprende i due ricorsi - sostenuti da una corposa, allegata documentazione - avviati presso il Tar di Reggio (il primo in data 14 novembre 2011, l'ultimo il 7 gennaio) al fine di ottenere l'annullamento degli atti amministrativi che hanno azzerato la composizione del Corecom da lei presieduto dal settembre 2010 e la sospensione cautelare delle nuove nomine che l'hanno estromessa.
Insieme al suo legale di fiducia, Professor Avvocato Giuseppe d'Ippolito, la Gulisano ha spiegato l'eccezione di incostituzionalità sollevata contro l'emendamento legislativo del luglio 2011e le successive deliberazioni che hanno azzerato il Corecom: il Comitato agisce, infatti,in Calabria quale organo funzionale dell'Autorità nazionale per le Garanzie nelle Comunicazioni-AGCOM e la sua ingiustificata destabilizzazione vìola il principio costituzionale di imparzialità della pubblica amministrazione di cui all'art.97 Cost.. "Si è voluto creare una sorta di spoilssystem contra legem - è scritto nel ricorso - per 'confezionare' un CORECOM regionale che ricalchi pedissequamente la composizione politica del Consiglio regionale di maggioranza e minoranza, che oramai -l'esperienza insegna- non muta solo con le elezioni amministrative, ma con l'evolversi di dinamiche partitiche di natura diversa dalle quali i CORECOM regionali hanno la necessità di restare indenni in ossequio al già citato principio di imparzialità di cui all'art.97 Costituzione."
In proposito la Gulisano e il suo legale d'Ippolito citano unrecente pronunciamento del Consiglio di Stato, sezione quinta, che con sentenza n.6931 del 28 dicembre 2011, ha confermato una sentenza del TAR Campania (la n.1804 del 28 marzo 2011) che aveva annullato vari atti della Regione Campania che prevedevano l'introduzione di una sorta di spoilssystem (del tutto analogo a quello previsto dal legislatore calabrese) a carico dei componenti del CORECOM della Regione Campania.
Numerose le violazioni di legge eccepite. Tra queste, quella (la n. 241del 90) che fissa i principi generali dell'azione amministrativa, non essendo stata comunicata alcuna informazione dell'avvio del procedimento di decadenza né mosso alcun rilievo. Violata anche la legge regionale 2/2011 laddove il presidente del Consiglio regionale, pur esercitando i poteri sostitutivi, "è stato, di fatto e lui consenziente, surrogato dai presidenti di gruppi consiliari" sia di maggioranza che di opposizione che hanno indicato direttamente i nominativi da eleggere.
Ma ci sono anche aspetti più gravi. Nel ricorso si fa riferimento, addirittura, a "carte false", a un presunto "broglio" elettorale: la Gulisano e il suo legale hanno, infatti, reso pubblici gli elenchi dei nominativi con le candidature presentate per l'elezione dei componenti del Corecom-Calabria nei quali non figura (né nell'elenco approvato il 6 settembre 2010 dall'Ufficio di Presidenza consiliare e neppure in quello approvato il 1° agosto 2011) il nominativo di uno degli eletti lo scorso 30 dicembre dal presidente Talarico. (com)

