Reggio Calabria - ''Ripristinare i servizi di collegamento notturno tra Nord e Sud del Paese di ''utilita' sociale'' per garantire una sufficiente copertura del territorio, in particolare per la provincia di Crotone e per le localita' della costa jonica, come per esempio Cutro, la cui popolazione e' emigrata da molto tempo in Lombardia e in Emilia Romagna ed in particolare a Reggio Emilia, che soffrono per una elevata perifericita', a ragione della configurazione geografica e degli insufficienti servizi di trasporto; assicurare un congruo sostegno pubblico al trasporto ferroviario notturno di lunga percorrenza, in misura sufficiente anche al finanziamento dei contratti dei lavoratori che operano nell'ambito del trasporto ferroviario notturno e nell'indotto e in modo da garantire pieno rispetto degli standard qualitativi ''europei'' in merito a puntualita', affidabilita', affollamento, pulizia, comfort, decoro e informazione; istituire con le Regioni interessate un tavolo di concertazione in grado di garantire un costante monitoraggio del funzionamento del servizio di collegamento tra la Calabria e il Nord del Paese''. E' questa la richiesta, in una interrogazione, a risposta in Commissione, i parlamentari del Partito Democratico Pierluigi Castagnetti e Nicodemo Oliverio al Ministro dello Sviluppo Economico, delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la coesione territoriale ed al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport. ''Le infrastrutture di trasporto e ancor piu' il sistema di trasporto - sottolineano i deputati - e' condizione necessaria allo sviluppo e alla crescita equilibrata dei territori meridionali, e in particolare delle regioni, come la Calabria, che per condizioni geomorfologiche, ma soprattutto per disponibilita' e accessibilita' di infrastrutture di trasporto si trova in una condizione di elevata perifericita' territoriale. La Calabria e, in particolare la costa jonica e la provincia di Crotone, con le sue citta' come Ciro', Strongoli, Cutro, e Melissa, non ha collegamenti efficienti tra comuni, anche contermini, e soprattutto con il Nord del paese e con importanti nodi ferroviari come Bologna; i residenti di queste vitali e popolose localita' dell'entroterra ionico calabrese, sono emigrati, nella seconda meta' del novecento, in Germania e nell'Italia settentrionale, in particolare in Emilia-Romagna e in Lombardia, dove attualmente risiedono circa 10.000 persone d'origine cutrese; la piu' folta comunita' d'origine cutrese si trova a Reggio Emilia (le due citta', tra l'altro, sono anche gemellate) dove e' presente da piu' generazioni ed e' integrata nel tessuto sociale, anche imprenditoriale''. ''Le conseguenze economiche, sociali e civili - concludono - del non-sistema dei trasporti per la popolazione del Mezzogiorno, in particolare della Calabria, fanno emergere l'esigenza di ''mettere in rete'' prioritariamente i territori meridionali, creando un tessuto locale di interconnessioni per far circolare in tempi compatibili uomini e merci''. (red)

