Reggio Calabria - Dopo il saluto al Presidente della Repubblica, il Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Gianfranco Migliaccio, e' passato all'esame della situazione degli uffici del distretto, che hanno piante organiche ''assolutamente inadeguate - ha detto - sia in relazione al numero dei magistrati che a quello del personale amministrativo, in maniera consistente. La situazione e' aggravata dal ritardo, a volte assai rilevante, con cui il personale trasferito viene sostituito''.
''Un arretrato della consistenza di quello pendente presso gli uffici del distretto, destinato peraltro a crescere, non potra' giammai essere eliminato e neanche significativamente ridotto, con le untia' lavorative presenti attualmente nelle piante organiche. Unica nota positiva - ha aggiunto - per quanto riguarda il personale, e' che la Corte ha realizzato, mediante convenzione attuativa, stipulata con la Regione, un progetto globale per l'utilizzazione dei lavoratori che usufruiscono dei benefici finanziari della legge regionale n. 28/208, destinando parte degli stessi agli altri uffici giudiziari del distretto e la convenzione con la Provincia di Catanzaro per l'utilizzo dei cassintegrati. Le risorse materiali, poi, sono sempre piu' inadeguate, tanto che gli uffici sono privi persino della carta per rilasciare copie di atti agli avvocati, ad uffici e cittani'', tanto da essere ''sopraffatti dallo sdegno e dalla vergogna''. Per tutte queste cose, i rappresentati della Corte sono stati auditi al Ministero, ma le decisioni non soddisfano. Gianfranco Migliaccio ha annunciato ''il lento ma ininterrotto processo di informatizzazione dei servizi, che ha raggiunto un traguardo assai importante''.
Secondo il Presidente della Corte d'Appelo di Catanzaro, Gianfranco Migliaccio, gli uffici del giudice di pace risultano intasati a causa 'di procedimenti seriali, numericamente assai rilevanti'. ''Il fenomeno ha potuto affondare le radici in una poco previdente normativa che, pur in un'apprezzabile ottica deflattiva, ha previsto e continua a prevedere meccanismi retributivi 'a cottimo' che, nonostante sia stato fissato un tetto massimo in corso d'opera per arginare il grave fenomeno, hanno finito con l'incoraggiare una giurisprudenza dalle larghe maglie di una parte sia pure molto ridotta della magistratura onoraria''. La lievitazione dei procedimenti seriali si riscontra, sopratutto, ''relativamente alle forniture di taluni Enti quali Enel, Telecom, Eni, Comuni, di modestissimo valore, che non giustifica il ricorso giurisdizionale''.
''Il fenomeno ha conseguenze negative sia sull'immagine della giustizia e sulla stessa immagine dei giudici di pace che sul lavoro dei tribunali che, come risulta ampiamente, devono impegnare molto del loro tempo nella trattazione delle impugnazioni avverso le sentenze in questione''. Migliaccio ha denunciato anche ''il ricorso al patrocinio a spese dello Stato, sia nei processi penali che civili, che continua ad avere sempre piu' allarmanti livelli; sono percio' assolutamente necessari opportuni interventi legislativi, sopratutto al fine di contenere la spesa pubblica, che in tale settore ha assunto proporzioni preoccupanti''. (red)

