Reggio Calabria - "La recente delibera provinciale n° 116 del 29/12/2011 sul dimensionamento scolastico ha provocato numerosi dissensi in alcune aree del territorio reggino e in particolar modo, alcuni comitati dei genitori, hanno evidenziato un approccio poco consono alle peculiarità del territorio. Quotidianamente comitati di genitori esprimono forte critiche ad una programmazione che mostra limiti e sotto il profilo metodologico e sotto il profilo contenutistico. In alcune realtà, come ad esempio, nella scuola dell'infanzia Pietra della Zita e Santa Domenica di Gallico e al circolo didattico A. Cassiodoro di Pellaro, non è stato mantenuto quel percorso di aggregazione o accorpamento che rispondesse alla verticalizzazione dei percorsi e la continuità didattica territoriale per una maggiore qualità dell'offerta, il tutto, nell'ottica del rispetto delle condizioni geografiche, socioeconomiche e della "storia"del territorio.
In questo contesto si spiega la ratio degli istituti comprensivi che devono offrire una risposta ad un modello scolastico coerente. Quanto accade quotidianamente con prese di posizione da parte dei comitati di genitori delle varie aree della città sembra che questa metodologia non sia stata applicata o quantomeno non abbia raggiunto i risultati prefissati.Lle proteste dei genitori degli alunni che fanno riferimento alla scuola dell'infanzia Pietra della Zita di Gallico e al circolo didattico A.Cassiodoro di Pellaro, due aree della città con forti caratterizzazioni territoriali e per le quali non si riesce a comprendere il processo di smembramento. Ricordo come la vallata del Gallico abbia una sua fisionomia e caratterizzazione territoriale ben precisa, una storia e un pensare comune fra le popolazioni dell'area a cui bisognerebbe rispondere anche sotto il profilo del percorso scolastico;da qui l'esigenza manifestata di un accorpamento dei circoli territoriali all'interno dell'istituto comprensivo Boccioni di Gallico.
Le motivazioni addotte dai genitori, con i quali ho avuto un incontro in questi giorni, insistono sulla specificità dei territori di riferimento e sulla esigenza di non annullare la continuità educativa- didattica a detrimento della offerta formativa. In questo quadro, dove i tempi si fanno più stretti , non appare funzionale alla risoluzione dei problemi l'innalzamento del livello dello scontro fra i vari Enti con il rischio di farne pagare le conseguenze agli alunni, ma , a mio modesto avviso, la soluzione migliore sarebbe quella di trovare al più presto, stante i tempi ristretti, un immediato momento di confronto fra parti per raggiungere una soluzione condivisa, sollecitando in tal senso anche l'assessorato e il dipartimento regionale all'istruzione perché si faccia garante, nell'ambito delle sue competenze, delle modifiche necessarie al piano provinciale che, come è giusto che sia, deve avere come orizzonte i bisogni reali del mondo della scuola". E' quanto si legge in una nota di Giuseppe Giordano, consigliere regionale dell'idv. (com)

