Reggio Calabria - Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo la protesta degli immigrati a Cetraro (Cs), ''che fa seguito - ricorda - a quelle clamorose di Crotone dell'ottobre scorso'', denuncia ''il drammatico e dimenticato problema, una vera emergenza sociale, delle migliaia e migliaia di migranti e profughi che aspettano da anni di avere una risposta alla richiesta di asilo politico e all'ottenimento e al rinnovo del permesso di soggiorno.
In Calabria - dice - attualmente ci sono 1019 migranti in attesa di una risposta alle loro istanze da parte dello Stato. Di questi 1003 sono richiedenti asilo.
Ci sono poi centinaia e centinaia di ricorsi pendenti da anni presso il Tribunale di Catanzaro di rifugiati che aspettano di ottenere la protezione umanitaria in Italia. Sono casi di disperazione di tanti poveri immigrati costretti ad aspettare anche degli anni prima di vedersi riconosciuto un loro diritto''.
''Diritti Civili da oltre 20 anni - continua - combatte per difendere i diritti civili e umani di tanti immigrati. Negli ultimi mesi abbiamo risolto, dopo un lunga battaglia, i casi di Kate e Alexandrina, due giovani immigrate, della Nigeria e della Romania. Tanti sono i casi di migranti disperati, che non conosciamo, che chiedono , come hanno fatto sabato con la protesta di Cetraro, rispetto per i loro diritti. E' gente povera e disperata, che per protesta, per rivendicare i loro diritti, deve inscenare proteste clamorose, arrivando addirittura a minacciare il suicidio, come e' successo nell'ottobre dello scorso anno a Crotone. Spesso per questi migranti si consumano tragedie in solitudine, nel silenzio e nella indifferenza delle istituzioni. Oggi - prosegue - c'e' questa emergenza profughi che aspettano di ottenere l'asilo, la protezione umanitaria o il permesso di soggiorno.
Un Paese civile, uno Stato di diritto ha il dovere di dare delle risposte a questi immigrati che spesso fuggono dalla guerra, dalla miseria, dalla fame, dalle malattie, dalle persecuzioni per cercare aiuto e fortuna in Italia e in altre Nazioni democratiche. Non possiamo trattarli come fantasmi. Sono - conclude - degli essere umani e come tali vanno trattati e rispettati''. (red)

