Reggio Calabria - ''E' stato un atto grave e traumatico''. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris in riferimento al provvedimento di revoca dell'inchiesta Poseidone da lui subito, nel corso del processo svoltosi oggi al Tribunale di Salerno.
Nel processo, che riprenderà il 22 febbraio prossimo e che vede imputati magistrati, politici e professionisti calabresi accusati a vario titolo, l'ex pm e' parte lesa per la presunta illegittima sottrazione delle indagini (Poseidone e Why Not) quando era pm a Catanzaro.
''Ricordo - ha aggiunto - che appresi dell'atto di revoca dall'Ansa e solo in seguito, la sera del 29 marzo 2007, mi fu notificato formalmente. Credo che la revoca fu un beneficio per l'avvocato Pittelli e non solo per lui''.
L'inchiesta Poseidone, in seguito, passo' nelle mani del pm Salvatore Curcio ''ma - ha sottolineato De Magistris - si areno' terribilmente. Fu stravolta completamente la metodologia con cui veniva affrontata l'indagine''. De Magistris, sentito dal pm Rocco Alfano, parla anche del procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone e ha aggiunto: ''Ricordo di una conversazione avuta con Alessia Miele, in servizio alla Procura ordinaria di Catanzaro che mi riferi' di un particolare episodio che vedeva protagonista lo stesso Murone il quale disse, in presenza della stessa Miele, che avrebbe usato ogni sua arma a disposizione per fermarmi''. (red)

