Reggio Calabria - ''Siamo davanti alla peggiore crisi del giornalismo del dopoguerra''. Lo ha detto il Presidente nazionale dell'Inpgi, l'Istituto nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, Andrea Camporese, oggi a Reggio Calabria.
''In questi ultimi 10 anni - ha spiegato - abbiamo registrato un declino costante dell'occupazione stabile dei giornalisti. Una crisi in parte compensata dall'avvento dell'emittenza privata - ha spiegato Camporese - televisiva e radiofonica e dalla costituzione di numerosi uffici stampa pubblici e privati. Oggi questa compensazione e' finita. L'Inpgi e' oggi l'unico istituto che nel panorama previdenziale ingloba le competenze dell'Inps e dell'Inail con una articolazione che non ha eguali in altre realta'''.
Per Camporese ''la crisi non e' finita. Ci troviamo di fronte ad un nuovo ciclo di crisi che interessa soprattutto la carta stampata. Effetto di una crisi economica che ha ridotto gli introiti pubblicitari, e della moltiplicazione di informazione telematica e avvento del digitale che moltiplicando le testate ha notevolmente frammentato la raccolta pubblicitaria''. Camporese ha confermato l'ottima condizione dell'Inpgi, ''che ha un patrimonio di 2,3 mld di euro accantonati tra immobili e investimenti mobili. Un'istituto che dopo la riforma vedra' il proprio patrimonio crescere stabilmente nei cinquant'anni. Avra' solo una piccola gobbetta negativa totalmente compensata dalla rendita del patrimonio''. Alla conferenza sono intervenuti anche il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, ed il Segretario regionale del Sindacato giornalisti calabresi, Carlo Parisi. (red)

