Reggio Calabria - L'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Nistico', docente universitario e direttore dell'Istituto Montalcini di Roma, ricorda Renato Dulbecco, il premio Nobel scomparso ieri in America, ed il suo legame con la Calabria e Catanzaro, sua città natale. "Si e' spento ieri Renato Dulbecco. Il suo grande cuore - dice - ha cessato di battere sulla terra, ma continuerà sicuramente a battere in cielo per ispirare e stimolare milioni di ricercatori nel mondo, che lo considerano un simbolo della ricerca, il padre del progetto genoma umano, colui che ha strappato alla natura i segreti del Dna per il controllo di malattie genetiche e del cancro. Sono oltre 40 anni di amicizia e di stima che mi legano a lui. Ho conosciuto Renato Dulbecco nel 1970 quando lavoravo a Londra e lui era il direttore dell'Imperial Cancer Institute. Ero rimasto subito affascinato da questo uomo geniale ed al contempo umile e semplice"
"Aveva anticipato - racconta - le moderne tecnologie avanzate di terapia genica e della farmaco genomica. Negli anni che seguirono ebbi la fortuna di conoscerlo meglio e come calabrese e presidente della Regione Calabria di invitarlo molte volte nella nostra regionale cui era legata da profonde radici. Com'e' noto la mamma era di Tropea e la zia Amalia ancora viveva li. Ha voluto visitare con noi la casa in cui era nato a Catanzaro, ha accettato di insegnare ai nostri studenti della nascente facoltà di medicina che sono rimasti assolutamente affascinati dalla semplicità e profondità del suo sapere. Per noi calabresi - osserva - Renato Dulbecco e' stato sempre un punto di riferimento, un motivo di orgoglio, e ricordo come abbia accettato con grande emozione il nostro premio "Alkmeon Internationali Prize". Ricordo ancora le splendide conferenze che ha tenuto a Roma al Brutium, l'associazione piu' prestigiosa dei calabresi nel mondo, presieduta allora dall'avvocato Giuseppe Gesualdi e la conferenza tenuta su invito dei Lyons all'Hotel Guglielmo di Catanzaro, in cui con parole semplici ha fatto capire anche all'uomo della strada concetti complessi sull'origine del cancro". (red)

