Reggio Calabria - In poco piu' di due anni si contano 25 morti sospette nei reparti di emergenza-urgenza degli ospedali italiani. La maggior parte dei decessi si registra in Sicilia e Calabria. Tra questi 4 bimbi.
Tra i decessi sospetti registrati in Calabria c'e' quello di una donna al pronto soccorso di Castrovillari (Cosenza), che potrebbe aver pagato a caro prezzo la mancanza del borsone con i tubi orotracheali sulla prima ambulanza che l'ha soccorsa.
C'e' poi la morte di un bimbo all'ospedale di Polistena (Reggio Calabria): doveva essere trasferito con urgenza in un ospedale piu' attrezzato, ma per mancanza di mezzi di soccorso adeguati arriva dopo molte ore agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria dove viene operato, ma senza successo.
Sempre in Calabria, nel 2010, e' balzato alle cronache il caso della bimba nata all'ospedale di Rossano e deceduta all'Annunziata di Cosenza. La madre era stata costretta a vagare dall'ospedale di Trebisacce al presidio di Rossano sull'auto del marito, essendo l'ambulanza del 118 gia' impegnata per un soccorso.
A Lamezia Terme e' invece morta una donna che ha avuto la sfortuna di essere soccorsa da un'ambulanza con il defibrillatore guasto. Un defibrillatore non funzionante - sempre a Lamezia Terme - potrebbe essere la causa del decesso di una ventenne con problemi cardiaci. Un guasto, tra l'altro, che era gia' stato oggetto di segnalazione in un esposto datato dicembre 2009.
In Sicilia, l'ultimo in ordine di tempo e' il caso legato alla morte di una donna il 28 aprile scorso all'ospedale Vittorio Emanuele di Gela. Secondo quanto segnalato dai familiari ai Carabinieri, il 27 aprile la signora, colpita da un malore, si sarebbe recata nella struttura dove, dopo i primi accertamenti clinici, sarebbe stata dimessa con l'invito a tornare, per ulteriori controlli, l'indomani mattina. In corsia non c'erano posti liberi. Ripresentatasi il giorno successivo al pronto soccorso, sarebbe deceduta a causa di un infarto dopo avere atteso diverse ore per essere visitata.
Cinque medici dell'ospedale sono stati iscritti nel registro degli indagati per la morte della 71enne.

