Reggio Calabria - "La grave crisi economica internazionale, "frutto acerbo" della cupidigia dell'uomo, - si legge in un comunicato stampa a firma di Domenico Serranò Segretario generale della Cisl di Reggio Calabria - non sembra aver esaurito la sua forza.
Le varie misure intraprese dai singoli Stati - incapaci di "globalizzare" la crisi con strategie scevre da nazionalismi - solo in parte sono riuscite a mitigarne i disastrosi effetti.
La realtà di tutti i giorni è caratterizzata da profonde trasformazioni di strutture, abitudini, abiti mentali. Il quotidiano di migliaia di persone risulta spesso modificato. Tutt'altro che in meglio.
Reggio e provincia non rappresentano l'eccezione. Lo spaccato che emerge dal territorio, che quotidianamente "battiamo", è intriso di piccoli, grandi drammi personali e familiari, ai quali solo in parte si forniscono risposte adeguate.
L'equità, la sobrietà, la solidarietà, rimangono sovente lettera morta, mere enunciazioni di principio. Gli amministratori della res pubblica, la controparte datoriale, i corpi intermedi della società, sono (siamo) chiamati ad un cambio di passo, che riporti l'uomo al centro, pena l'implosione!"
"I messaggi quaresimali - conclude la nota - dei vescovi di Reggio Calabria - Bova, mons. Mondello, e di Locri, mons. Morosini, ci rammentano, tra le altre cose, che è quanto mai necessario ed indifferibile "saper guardare l'altro in modo diverso per poterlo accogliere come fratello" e, cosa altrettanto importante, "educarci al Bene Comune, perché il benessere o è di tutti o non sarà di nessuno".
Ciascuno di noi, dunque, come si evince dal Documento conclusivo della 46° settimana sociale dei Cattolici italiani, può e deve divenire "a sua volta sale e luce per gli altri, in ogni ambiente di vita". (com)

