Reggio Calabria - ''Lamezia e' una citta' che deve uscire a testa alta. Dobbiamo essere comunita' e non clan di mafia e si puo' fare comunita' per il bene degli altri''. Cosi' don Giacomo Panizza incontrando gli studenti di Lamezia ad apertura delle iniziative previste oggi a Lameziaper la manifestazione ''Il giorno che non c'e''' che si concludera' stasera nel quartiere di Capizzaglie. Nei giorni scorsi ci sono stati una serie di attentati e di intimidazioni ai danni delle strutture gestite da don Giacomo. Parlando con gli studenti, non solo di Lamezia ma anche a delegazioni giunte da altre parti della provincia, dopo aver raccontato la sua esperienza e le attivita' svolte dal 1976, anno in cui giunse a Lamezia, ed i momenti in cui gli venne assegnata la casa confiscata ai Torcasio e le minacce ricevute, don Giacomo ha detto: ''voi giovani non siete solo studenti.
Lamezia ha bisogno di pensieri ed io vi invito ad impegnarvi perche' se gente in carrozzina puo' fare cose simpatiche voi potere fare cose simpaticissime''. All'incontro, tra gli altri, era presente anche il sindaco diLamezia, Gianni Speranza, che, nel ricordare ai giovani anche la figura dell'imprenditore Rocco Mangiardi che in Tribunale aveva indicato chi gli aveva chiesto il pizzo, ha chiesto agli studenti presenti: ''secondo voi Mangiardi e' piu' libero ora che ha la scorta o era libero prima quando gli chiedevano il pizzo?''. ''Sono sicuro - ha concluso Speranza - che con tutte le difficolta' che avremo quando da qui a qualche anno commenterete la giornata di oggi potrete vedere il cammino in avanti fatto da questo momento in poi''. (red)

