Reggio Calabria - In Italia, nell'ultimo quinquennio a fronte della diminuzione degli infortuni denunciati in complesso del 16,4%, quelli relativi alle donne - si legge in una nota dell'Inail Calabria - sono diminuiti dell'1,6%. Il calo, seppur modesto rispetto al totale dei lavoratori, e' stato marcato in Agricoltura (-28,0%), contenuto nell'Industria e Servizi (-1,3%) e di segno opposto per le dipendenti conto Stato (+13,9%). Anche i casi mortali sono diminuiti meno per le donne che per il complesso dei lavoratori ma si e' trattato comunque di un calo consistente (-21,2%). Dei 245.462 infortuni denunciati dalle donne nel 2010 poco piu' del 18% sono avvenuti in itinere (44.807).
Gli infortuni rosa rappresentano nel 2010 il 31,6% del totale, il 29,2% di quelli avvenuti in occasione di lavoro ed il 50,7% di quelli in itinere. Per i casi mortali risalta il dato che vede le morti delle donne prevalentemente occorse nel tragitto casa-lavoro-casa, ben 40 su 78 nel 2010 (51,3%), contro il 20,8% degli uomini. Probabilmente, questo fenomeno trova la sua primaria giustificazione nella presenza femminile concentrata in settori di attivita' meno rischiosi. In effetti, la graduatoria dei settori di attivita' economica con maggiore incidenza infortunistica femminile vede al primo posto il personale domestico (87,6%), a seguire la Sanita' e i Servizi sociali (76,9%) e gli Enti pubblici e locali (58,2%).
Per arrivare ai settori notoriamente piu' rischiosi dell'industria manifatturiera bisogna scendere ai livelli del 9% di incidenza infortunistica femminile per l'industria meccanica e per quella della lavorazione dei minerali non metalliferi. Gli infortuni che hanno colpito le lavoratrici straniere sono, infine, poco piu' di 31mila (pari al 12,7 % del totale femmine) e 17 su 78 casi mortali. Le donne straniere che hanno denunciato il maggior numero di infortuni provengono da Romania, Marocco, Albania e Peru'. Gli infortuni in Calabria, rispetto al dato nazionale, rappresentano l'1,61% del totale (3.961 su 245.462) e mentre, rispetto al dato dell'anno 2009, in Italia aumentano, in Calabria diminuiscono (-0,4 %).
Variegata e' la differenza percentuale tra le varie province. Quelle di Catanzaro ( -5,8%) e di Crotone (-5,5%) registrano i dati piu' confortanti con le loro marcate diminuzioni mentre, in controtendenza sono i dati delle altre province e, in particolare della Provincia di Vibo Valentia che registra un aumento del 3,8% condizionato pesantemente dalla Gestione Industria e Servizi (+9,9%). Se considerati distintamente per Gestioni (Totale - Industria e Servizi - Agricoltura - Conto Stato) , il dato migliore si registra in Agricoltura ove la tendenza, con la sola esclusione della Provincia di Catanzaro, e' in notevole diminuzione (-3,6%) . Buono il dato sui casi mortali: zero nell'anno 2010 ( contro i tre dell'anno 2009). Il Direttore regionale dell'Inail Calabria, Mario Lo Polito, ha cosi' commentato i dati: ''Sappiamo tutti quanto sia difficile per una donna riuscire a conciliare i numerosi impegni che quotidianamente affronta al di fuori dell'ambito lavorativo, dunque, e' da considerare possibile che disattenzione e stanchezza incidano sul verificarsi degli infortuni sul lavoro. Quello che ci conforta e' che gli infortuni mortali, nel 2010, siano pari a zero, a fronte, invece, di tre dell'anno 2009''.

