Reggio Calabria - Le notizie "strabilianti" - afferma in una nota, l'assessore al Comune di Reggio Calabria Luigi Tuccio - riportate dai media hanno "l'obbiettivo esclusivo, appetitoso ed assolutamente irraggiungibile, attraverso strategie diffamatorie: l'accerchiamento del Governatore Scopelliti. Se si ritiene che, colpendo il sottoscritto, si possa raggiungere tale obbiettivo, di sicuro ci si avventura dalla parte sbagliata". Tuccio inoltre dichiara di non avere intenzione di dimettersi e di aver dato mandato ai legali per "la tutela della mia onorabilità di professionista, di politico e di uomo libero".
"La mia compagna Giampiera, trentuno anni, avvocato, è sorella della Signora Bruna Nocera che oltre venti anni fa ha sposato, in carcere, il detenuto Pasquale Condello. Soltanto oggi - precisa Tuccio - ho appreso, a seguito del fermo della signora Giuseppa Cotroneo, questa triste vicenda coniugale rispetto alla quale la stessa Giampiera ha mantenuto un totale distacco, evidentemente per la delicatezza estrema della vicenda, ormai caduta nell'oblio ventennale, mentre Condello, apprendo oggi, è detenuto in una casa circondariale del Nord". E aggiunge che "è certo" che la sua compagna Giampiera "non ha mai conosciuto" Condello "né appartenenti a qualunque livello al suo ambito familiare o amicale".
Tuccio, che anticipa che resterà al suo posto di assessore e rimarrà amico del governatore Scopelliti che conosce da una vita, ricorda infine la sua infanzia "contrassegnata da esempi di elevatissimo valore per senso dello Stato, sacrifici non comuni e riconoscimenti ad ampio raggio per un impegno, quello di mio padre, ancora oggi portato ad esempio da chi versa in buona fede. Avevo appena dodici anni quando personalmente ho visto le macerie della nostra casa in Gambarie, oggetto di un attentato dinamitardo. Pochi mesi prima mio padre aveva presieduto la Corte che aveva condannato per reati di mafia imputati rappresentanti i 'casati' più illustri di Reggio Calabria, Archi, Cannavò e poi ancora Gioia Tauro, Taurianova, Palmi, Rosario". (red)

