"Oltre al danno la beffa - si legge  -. Reggio da anni sta pagando il pesante costo del suo isolamento a causa degli interminabili lavori di ammodernamento dell'Autostrada Sa-Rc, cui si sono aggiunte le decisioni del Gruppo Fs che ha tagliato 52 treni a lunga percorrenza, e gli alti costi dei voli da e per la città di Reggio, praticati dalle principali compagnie aeree. La soluzione alle difficoltà di raggiungere la città di Reggio non può essere il trasferimento di una Agenzia nazionale che proprio in questa città trova il suo fondamento istituzionale, ma soprattutto operativo, perché collegata con l'opera di repressione e di indagine che vede impegnato, su tutti gli Uffici di Procura italiani, quello di Reggio Calabria. D'altra parte, quando l'allora Ministro dell'Interno  Roberto Maroni  decise di istituire l'Agenzia per i Beni confiscati, risultò naturale la decisione di fissarne la sede a Reggio, "per aggiungere un nuovo importante tassello nella lotta alla mafia". Mi chiedo se "quel tassello" non serva più non sia più utile, o se  la gestione ed il successivo utilizzo sociale dei grandi beni e patrimoni sequestrati o confiscati alla 'ndrangheta diventi ancora più complicata a tutto discapito delle esigenze che in questi anni si sono manifestate in ordine ai ritardi inerenti le pratiche di assegnazione dei beni ed il loro utilizzo per fini sociali. Francamente mi sembra una ipotesi buttata lì per verificarne l'effetto. Ma che non va sottovalutata. Da qui la mia indignazione ed il mio netto rifiuto a qualsiasi possibilità  di eliminare dalla città di Reggio Calabria un presidio così importante dello Stato nella lotta e nel contrasto alla criminalità organizzata".

"Fanno bene Scopelliti ed Arena a far sentire forte la loro voce. Ma ci aspettiamo - è scritto - una presa di posizione altrettanto forte dalla deputazione reggina in Parlamento, giammai per difendere un 'pennacchio', quanto piuttosto per non far calare ai livelli più bassi la dignità di una città già duramente provata da tanti mali e difficoltà". (com)

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Martedi, 6 Ottobre 2026 ore 22:18
Regione Calabria, Nucera: No al trasferimento sede Agenzia beni confiscati alla mafia

16.03.2012 - 18:54

Reggio Calabria - "Ho l'impressione che Reggio si stia ritrovando nelle stesse condizioni precedenti agli anni '80, nel corso dei quali la città fu oggetto di una persistente opera di spoliazione di uffici e di importanti sedi istituzionali. Oggi accade che dopo gli smantellamenti che hanno interessato il Compartimento delle Ferrovie, quello delle Poste, gli uffici doganali, delle Opere Marittime, ed il declassamento dell'Aeroporto dello Stretto, c'è chi immagina persino lo spostamento della sede dell'Agenzia per i beni confiscati". E' quanto sostiene in una nota il Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria Giovanni Nucera dopo i contenuti della relazione sull'attività dell'Agenzia nel 2011, nella quale è stata prospettata l'idea di cambiare la sede principale dell'Agenzia, fissata a Reggio Calabria, a causa delle oggettive difficoltà di collegamento con la città dello Stretto.

"Oltre al danno la beffa - si legge  -. Reggio da anni sta pagando il pesante costo del suo isolamento a causa degli interminabili lavori di ammodernamento dell'Autostrada Sa-Rc, cui si sono aggiunte le decisioni del Gruppo Fs che ha tagliato 52 treni a lunga percorrenza, e gli alti costi dei voli da e per la città di Reggio, praticati dalle principali compagnie aeree. La soluzione alle difficoltà di raggiungere la città di Reggio non può essere il trasferimento di una Agenzia nazionale che proprio in questa città trova il suo fondamento istituzionale, ma soprattutto operativo, perché collegata con l'opera di repressione e di indagine che vede impegnato, su tutti gli Uffici di Procura italiani, quello di Reggio Calabria. D'altra parte, quando l'allora Ministro dell'Interno  Roberto Maroni  decise di istituire l'Agenzia per i Beni confiscati, risultò naturale la decisione di fissarne la sede a Reggio, "per aggiungere un nuovo importante tassello nella lotta alla mafia". Mi chiedo se "quel tassello" non serva più non sia più utile, o se  la gestione ed il successivo utilizzo sociale dei grandi beni e patrimoni sequestrati o confiscati alla 'ndrangheta diventi ancora più complicata a tutto discapito delle esigenze che in questi anni si sono manifestate in ordine ai ritardi inerenti le pratiche di assegnazione dei beni ed il loro utilizzo per fini sociali. Francamente mi sembra una ipotesi buttata lì per verificarne l'effetto. Ma che non va sottovalutata. Da qui la mia indignazione ed il mio netto rifiuto a qualsiasi possibilità  di eliminare dalla città di Reggio Calabria un presidio così importante dello Stato nella lotta e nel contrasto alla criminalità organizzata".

"Fanno bene Scopelliti ed Arena a far sentire forte la loro voce. Ma ci aspettiamo - è scritto - una presa di posizione altrettanto forte dalla deputazione reggina in Parlamento, giammai per difendere un 'pennacchio', quanto piuttosto per non far calare ai livelli più bassi la dignità di una città già duramente provata da tanti mali e difficoltà". (com)

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