Reggio Calabria - Con il cosiddetto "decreto rinnovabili" l'esposizione dell'indice di prestazione energetica dell'edificio e' diventata obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2012.
Ma come procede in Italia l'attuazione della certificazione energetica? In maniera disomogenea e con realta' regionali decisamente diverse.
Lo rileva il Rapporto 2012 realizzato dal Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente (Cti) e Expocomfort, che a quasi un anno dalla pubblicazione del primo torna a fare il punto sul quadro nazionale. Sebbene la certificazione degli edifici si sia dimostrata un volano importante per il settore delle nuove costruzioni, spingendo i progettisti a realizzare edifici meno dispendiosi in termini di energia, le differenze sono evidenti da regione a regione.
Dieci regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Sardegna, Umbria e Veneto) non hanno una legge quadro sulla materia e solamente quattro regioni possiedono un catasto energetico regionale (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta), mentre Abruzzo, Liguria e Veneto ne prevedono l'attivazione nel 2012. La procedura di calcolo utilizzata per la valutazione degli indicatori energetici, poi, non e' uguale in tutta Italia: la Lombardia e la provincia autonoma di Bolzano non utilizzano le norme tecniche nazionali del pacchetto Uni/Ts 11300 (la Lombardia prevede pero' l'adeguamento agli standard nazionali non appena questi saranno completati e disponibili).

