Reggio Calabria - ''Difficoltà sempre maggiori nell'accesso al credito, ritardi crescenti che sfiorano la mancanza di certezza nella riscossione delle somme vantate per forniture, servizi e lavori eseguiti per conto della pubblica amministrazione, assenza di programmi di investimento e di misure reali di sostegno alle imprese tanto a livello centrale che a livello locale''. Queste alcune delle principali criticita' denunciate dagli Industriali della provincia di Cosenza, riuniti in Consiglio Direttivo, che hanno fatto quadrato intorno alle posizioni espresse dal Presidente, Renato Pastore, ed alle previsioni negative circa l'andamento dell'economia per i prossimi mesi.
''Piu' di altre regioni del Sud, la Calabria registra cicli economici asincroni rispetto alle restanti regioni italiane - ha affermato il Presidente Pastore - a causa della sua debole struttura industriale. Oltre al settore dell'edilizia, che con il suo indotto rappresenta il 50% delle attivita' industriali e che si trova a vivere una fase di stagnazione, i settori che potrebbero trainare l'economia, come ad esempio il terziario avanzato, l'agroindustria ed il turismo, non vengono messi nelle condizioni di poter contribuire in maniera coerente con le rispettive potenzialita' alla crescita del prodotto interno lordo della regione.
Piu' in generale, la contrazione dei consumi, seppur accentuata, sta avvenendo in maniera proporzionalmente piu' lenta rispetto ad altre regioni per la forte percentuale di risorse umane presenti nella pubblica amministrazione e negli enti territoriali regionali rispetto al settore privato. Per questa stessa ragione, pero', le ripartenze avvengono con tempi decisamente piu' lunghi rispetto ai cicli nazionali. In assenza di iniziative specifiche ed adeguate misure politiche di contesto, questo e' quanto ci aspettiamo per il futuro prossimo quando si prevede che ci sara' la ripresa dell'economia''. (red)

