Reggio Calabria - "Roma e' una realta' molto complessa, non pretendo di avere un quadro o ricette definitivi; matureranno, - ha affermato Giuseppe Pignatone, Procuratore capo di Roma dal 19 marzo scorso in un'intervista al quotidiano Il Sole 24 Ore - spero entro breve, con l'esperienza e la riflessione in comune con i colleghi. Il lavoro non può concentrarsi sulla sola criminalita' mafiosa, ma deve fronteggiare temi altrettanto importanti, come la corruzione, la criminalità economica e fiscale, la sicurezza pubblica, il terrorismo e la violenza di matrice politica. Condividere i risultati del lavoro di ognuno puo' mettere l'ufficio in grado di cogliere ogni segnale, ogni nesso che emerga dalle indagini ordinarie e di criminalita' organizzata".
"Verificheremo in concreto la funzionalità dell'assetto attuale - ha proseguito Pignatone che nel libro “Il contagio. Come la 'ndrangheta ha infettato l'Italia” rievoca 4 anni alla guida della Procura di Reggio Calabria - Comunque qui l'ordinario, ciò che non e' immediatamente o direttamente collegabile alla mafia, e' un campo vastissimo, al quale vanno dedicati pensiero, tempo, risorse. E ho gia' constatato che sui numeri proprio non ci siamo: troppe scoperture sia di colleghi sia di personale amministrativo".
"La Procura di Roma e' ricca di magistrati di grande valore - ha aggiunto il Procuratore Capo della Capitale - Io spero di contribuire con la mia specifica esperienza professionale e con il mio impegno, nel segno dell'assoluta indipendenza dell'ufficio, della trasparenza e del rigoroso rispetto delle regole. Ma ripeto: e' fondamentale la volonta' di mettere in comune gli sforzi e i risultati man mano acquisiti, da porre alla base delle inchieste successive". (red)

