Reggio Calabria - Avvocati, istituzioni e societa' civile uniti per chiedere che il Tribunale di Lamezia Terme non venga soppresso. Nelle ultime settimane il tono della richiesta sta crescendo, con iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica e costruire interventi che dovranno essere presentati nelle sedi opportune.
''La nostra non e' la difesa di un privilegio -sottolinea il presidente dell'Ordine degli avvocati, Gianfranco Barbieri- ma ci impegniamo per la tutela di un presidio dello Stato in un territorio particolarmente fragile alle incursioni della criminalita' organizzata''. L'avvocato Barbieri e' sicuro che il territorio lametino possieda quel requisito indicato nella legge delega che corrisponde alla presenza della criminalita' organizzata di stampo mafioso in un territorio, come riconosciuto anche dal Csm. ''Ricordo soltanto, ad esempio -spiega- che il consiglio comunale in passato e' stato sciolto due volte e i diversi atti intimidatori che danno la connotazione a questo territorio''.
Secondo il presidente dell'Ordine degli avvocati la valutazione sull'importanza di mantenere il Tribunale a Lamezia Terme ''non e' numerica ma e' di fatto, sul territorio''. Inoltre, fa notare l'avvocato Gianfranco Barbieri, ''nella legge delega si parla anche di infrastrutture. Lamezia Terme e' in controtendenza con altre citta' calabresi, cioe' la popolazione aumenta. Non si puo' pensare di parlare di sviluppo se poi si toglie il Tribunale alla terza citta' della Calabria''. Il consiglio dell'Ordine degli avvocati ha costituito un tavolo tecnico e sta preparando un documento che costituisca un punto di partenza da affidare alle mani dei politici perche' lo facciano arrivare alle sedi istituzionali opportune, ovvero e' ''uno sforzo unitario perche' si possa rivendicare tutti insieme la giusta considerazione della citta'''. Nella sola settimana appena trascorsa sono diversi i segnali che indicano una presenza pesante della criminalita' a Lamezia.
Nella sua recentissima visita in Calabria, il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ha voluto incontrare don Giacomo Panizza, che gestisce un centro dove vengono ospitati i soggetti deboli. L'immobile e' stato piu' volte oggetto di intimidazione perche' confiscato a un potente clan del lametino. Nell'ultima settimana, inoltre, due esplosioni sono avvenute in esercizi commerciali in pieno giorno nel centro. Fortunatamente l'orario in cui gli attentati sono stati messi in atto, nel primo pomeriggio, hanno scongiurato che ci fossero vittime. La settimana precedente, tuttavia, un'automobile era stata incendiata in una zona trafficata dove erano presenti alcuni cittadini. Il susseguirsi di questi episodi induce le istituzioni a chiedere il mantenimento degli uffici giudiziari. Venerdi' e' stata convocata un'assemblea al palazzo di giustizia proprio per discutere di questa situazione. (red)

