Reggio Calabria - ''Cio' che ci rattrista e porta la gente alla disperazione e' l'insensibilita' verso i nostri problemi da parte di chi dovrebbe piegarsi per toglierci fuori dall'abbandono e dall'isolamento''. A dirlo e' stato il vescovo di Locri, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nel suo saluto al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnato, oggi a Locri per concludere la settimana della famiglia. ''Qui, nella Locride - ha detto il presule - la crisi generale del Paese ha superato i limiti della sopportazione con un numero di disoccupati, soprattutto, tra i giovani che supera il 40%, con l'emigrazione dei laureati e percio' delle intelligenze migliori. Siamo esortati ad affrontare la crisi con impegno e creativita' senza aspettarci niente da altri.
C'e' tutta la buona volonta', ma manca l'essenziale per partire, perche' qui da noi non hanno tagliato il superfluo o una parte di cio' che avevamo, ma il tutto e l'essenziale. Noi siamo da anni e anni sempre in recessione. Eminenza, le chiediamo che si faccia altoparlante delle nostre attese: nella Locride non esiste il problema della sola legalita'. Siamo cittadini onesti e bene intenzionati per la gran parte. Ci manca altro, soprattutto attenzione reale ai nostri bisogni''. ''Se mi permette - ha detto mons. Fiorini Morosini - una richiesta concreta che faccio a lei e in lei a tutti i confratelli vescovi del Centro Nord: dite agli imprenditori del centro nord di non avere paura e sfiducia in noi rifiutando di investire nella Locride per paura delle tangenti che la 'ndrangheta pone ad ogni attivita' commerciale ed imprenditoriale. Chiedo ai confratelli vescovi del centro nord di usarci la stessa attenzione e benevolenza usate per i paesi di missione. Aiutate la nostra Diocesi ad aiutare i giovani che vogliono creare lavoro e non hanno possibilita' di ottenere aiuti dalle Banche''. ''Sara' un modo concreto - ha concluso il vescovo - di dare speranza a tante famiglie. Cosi' sara' ancora una volta la Chiesa ad aprire nuovi varchi di speranza e di vita''. (red)

