Reggio Calabria – "Siamo sconcertati dalla dichiarazione resa dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, secondo il quale si potrebbe 'eliminare' la Direzione invetigativa antimafia. Un`affermazione che indebolisce il sistema di lotta alla mafia". Lo si legge in una lettera indirizzata al ministro della Giustizia Paola Severino, a quello dell'Interno Cancellieri e al presidente della Commissione Antimafia Giuseppe Pisanu dall'Anfp, l'associazione nazionale funzionari di polizia. "E` evidente che il procuratore aggiunto di Reggio Calabria non coglie, tra le principali cause che impediscono la definitiva sconfitta delle mafie - prosegue la lettera - la frammentarietà dell`azione condotta da una pluralità di uffici requirenti e di organi di polizia".
"Per avere la necessaria visione di insieme le indagini devono essere compiute in modo da consentire di cogliere le connessioni e i collegamenti tra i singoli e diversi episodi delittuosi. Per questo motivo, ricordiamo, è stata istituita la Direzione Investigativa Antimafia che recepisce un metodo di lavoro fondato sulla circolazione delle informazione ottenute da ciascun organo investigativo, sul confronto e l`elaborazione di esse, maturato nell`esperienza del pool antimafia di Palermo di Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino". "Perciò - conclude l'Anfp - le parole di Nicola Gratteri offuscano ingiustamente la Direzione Investigativa Antimafia e colpiscono la motivazione del personale che in questi anni ha dovuto subire, nonostante i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, tagli sia alle risorse disponibili alla lotta alle mafie, sia alle retribuzioni". (red)

