Di seguito pubblichiamo un comunicato stampa a firma dei giovani programma Stage 2008:
Ci risiamo! Ancora una volta la Regione Calabria propone di utilizzare soldi pubblici al fine di reclutare menti eccelse per inserirle questa volta addirittura all’interno delle dirigenze regionali.
In un articolo pubblicato sul quotidiano “Calabria Ora” si legge: “il corso-concorso è uno strumento di reclutamento della dirigenza pubblica che prevede una rigorosa selezione e una formazione qualificata..l’obiettivo di questo strumento di reclutamento è offrire un percorso trasparente di carriera per attrarre nella pubblica amministrazione i più qualificati e motivati..” e, inoltre, si prevede “il corso – concorso selettivo di formazione per titoli ed esami , di durata non superiore a 24 mesi e con una borsa di studio pari al 70% dello stipendio per la qualifica unica dirigenziale del contratto nazionale..”
Ma, cara regione Calabria, quattro anni fa non avevi già legiferato per selezionare “i migliori giovani laureati calabresi” con l’obiettivo di garantirne la residenzialità ed evitarne la fuga?
A cosa è servito, utilizzando soldi pubblici, formarli con l’ausilio dei vari atenei del territorio calabrese e poi indirizzarli nei vari Enti, il tutto per un totale di 24 mesi?
Perché dicevi di voler utilizzare tali giovani meritevoli al fine di apportare innovazione e miglioramento alla macchina burocratica regionale?
E come mai, ad oggi, di fronte all’imminente scadenza dei contratti dei suddetti giovani, ancora non hai totalmente attuato quella Legge che tu stessa nel Novembre 2010 hai previsto per garantire, con l’ausilio dei fondi comunitari, la prosecuzione del percorso professionale di questi giovani meritevoli che ti eviterebbe, tra l’altro, di dover restituire tali fondi alla Comunità Europea?
Non ci sono parole per evidenziare l’inefficienza di questa nostra terra di Calabria che, purtroppo, per tanti giovani calabresi, meritevoli e volenterosi come noi, è un ostacolo a voler costruire il proprio futuro vicino alla propria casa ed ai propri affetti.
Lo sappiamo, non siamo clienti di nessuno, ma perché farcene una colpa e mandarci a casa ?(com)

