Reggio Calabria - ''La Calabria piu' di ogni altra Regione dovrebbe essere interessata a misure di contrasto agli sprechi. La sanita' e' il settore che per eccellenza conosce inappropriatezze, truffe e malaffare che nel tempo hanno depauperato ingenti risorse a danno dei servizi ai cittadini chiamati pure a pesanti sacrifici di risanamento''. Lo si legge in una nota delle Segreterie regionali della Calabria di Cgil, Cisl e Uil. ''La sanita' e' finanziata da risorse pubbliche provenienti dalla fiscalita' generale, l'uso rigoroso delle risorse e' lo strumento per difendere l'universalismo del Sistema da chi lo ferisce con errate politiche sanitarie e da chi evade. La Calabria per questa via - dicono i Sindacati - ha pessime credenziali sanitarie, che dovrebbero sollecitare non sommosse populiste, ma autocritica, rigore e trasparenza dei meccanismi di spesa che hanno generato fin qui debiti incontrollati''.
Per Cgil, Cisl e Uil ''la richiesta che dovra' giungere al Ministro Balduzzi deve sollecitare non la difesa a prescindere del FSN necessaria per soddisfare i fabbisogni sanitari delle Regioni, ma misure di revisione della spesa che senza minare l'erogazione delle prestazioni socio sanitarie colpiscano sprechi e inappropriatezze che in Calabria hanno depauperato il Sistema sanitario e sottodimensionato i suoi servizi essenziali. Occorre salvaguardare l'accesso ai livelli essenziali di assistenza pregiudicati dai ritardi accumulati, dall'inadeguatezza del Piano di Rientro e dai tagli delle manovre finanziarie ereditate dal precedente Governo Berlusconi che nel triennio 2012-2014 hanno ridotto di 17 mld i trasferimenti abbassando a monte il finanziamento del FSN''.
''Si auspica per questo che il Ministro Balduzzi recepisca le preoccupazioni delle parti sociali ed allenti la morsa dei tagli lineari pur senza rinunciare a mirate azioni di abbattimento degli sprechi che Cgil, Cisl e Uil si sentono impegnate in prima linea a contrastare per riqualificare e rilanciare la natura costituzionale di un Sistema sanitario pubblico e universale. La Calabria per conto suo, e senza alcun alibi o strumentalita', deve superare i gravi ritardi e le pesanti inefficienze sanitarie accumulate che ad oggi, senza spending review, attestano la difficolta' di accesso ai livelli essenziali di assistenza messe a rischio da liste d'attesa, migrazione sanitarie e disservizi nell'offerta assistenziale ospedaliera e territoriale che di fatto negano l'esigibilita' del diritto di cura''.

