Reggio Calabria - ''All'arrivo dei primi caldi, puntualmente, alcune Associazioni ambientaliste (Altura, Arci, Enpa, Italia Nostra, lipu, Man, Wwf, Cnp, Gettini di Vitalba) si rifanno vive e, ribadendo quanto gia' espresso l'anno scorso, denunciano nuovamente sulle agenzia di stampa e sulle testate online, ''i continui scempi perpetrati all'interno di aree protette, in particolare nel Parco Nazionale della Sila, nei comuni di Longobucco, Spezzano della Sila e San Giovanni in Fiore'' (il resto della Sila, dove si dice vi siano i veri danni, pare proprio finito nel dimenticatoio)''. Lo afferma il Direttore dell'Ente Parco Nazionale della Sila, Michele Laudati. ''Le Associazioni persistono nel voler ignorare che l'Ente Parco Nazionale della Sila non rilascia alcuna autorizzazione in merito alla problematica dei tagli boschivi, come piu' volte chiarito sulla stampa, in appositi convegni sul tema ed in particolare in uno di questi, organizzato dal Cai (Club Alpino Italiano) di Cosenza.
Come ribadire ancora, come far capire alle Associazioni ambientaliste in questione tale concetto? Nel gennaio 2011, in attesa dell'approvazione del Regolamento del Parco da parte del Consiglio Direttivo non ancora insediato, nell'interesse primario di tutelare l'area protetta - continua Laudati - l'Ente Parco si preoccupo' di redigere un ''Regolamento provvisorio sulla gestione delle risorse forestali del Parco Nazionale della Sila'' che, ahime', non e' stato ancora approvato dal Ministero dell'Ambiente. Solo quando questo accadra' l'Ente si potra' esprimere sulle autorizzazioni dei tagli boschivi. L'ultima novita' riguarda l'interrogazione, riportata sulle testate locali e sulle agenzie di stampa, presentata da alcuni Consiglieri Regionali al Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, e all'Assessore alle Foreste e Forestazione, Michele Trematerra, nella quale i Consiglieri, preoccupati dei ''migliaia di alberi tagliati indiscriminatamente, senza alcuna prescrizione di legge, per soddisfare le esigenze del cosiddetto mercato del legname'', chiedono a Scopelliti e a Trematerra ''quali iniziative intendano assumere per rafforzare le attivita' di indagine, di protezione, di prevenzione e repressione dei fenomeni illegali''.
''Dunque, se e' vero che accade quanto riportato nel comunicato delle Associazioni ambientaliste e nell'interrogazione dei Consiglieri Regionali, mi viene spontaneo porre dei quesiti: perche' non provare a valutare quanta responsabilita' hanno, e se ne hanno - dice Laudati - gli uffici della Regione preposti a questa problematica? Gli stessi che ad oggi sono i soli a rilasciare le autorizzazioni al taglio dei boschi? E poi, in tutta questa casbah di responsabilita' scaricate, quale ruolo ha il Corpo Forestale dello Stato? Non dovrebbe un Corpo di Polizia che ha competenze istituzionali in merito, sorvegliare, contrastare e, ancor piu', prevenire certi fenomeni che tanto stanno a cuore alle comunita' locali e non solo? Per la tranquillita' di tutti spero - conclude Laudati - che in tempi brevi questa problematica venga definitivamente risolta e che non capiti piu' che all'arrivo del primo fresco tutto tacera' nuovamente fino alla prossima calura estiva, quando all'Ente Parco tocchera' interloquire nuovamente con alcune Associazioni ambientaliste per rispiegare sempre le stesse cose''.

