Reggio Calabria - ''Nuova stangata per occupazione e presenza di servizi indispensabili in Calabria''. Lo denunzia Franco Sergio, segretario regionale del sindacato Cisl Slp: ''Perche' qualche mese fa l'Amministratore di Poste italiane, Sarmi, ha dichiarato ufficialmente ai media che il Gruppo - per il 10* anno consecutivo - ha chiuso il bilancio consolidato 2011 ''in nero'', quindi con un utile netto di 845 milioni di euro, ed ora presenta ai sindacati una cosiddetta ''riorganizzazione'' del settore postale che prevede un taglio di portalettere ed addetti al Settore Corrispondenza pari a 10 mila lavoratori a livello nazionale, di cui circa 400 in Calabria, ai quali bisognera' sommarne molti altri - circa un centinaio - derivanti dalla chiusura di ben 89 uffici postali cosiddetti ''a bassa redditivita''', e 14 con chiusura amministrativa definitiva (in tutto 101: Cosenza 38 - Crotone 6 - Reggio 25 - Vibo 12 - Catanzaro 20) e circa 50 ''razionalizzati'' con la riduzione del presidio postale a pochi giorni ed ore giornaliere di apertura al mese, in tante altre piccole e medie localita' calabresi. Poste spa realizza cosi' da un lato un danno occupazionale notevole in una regione coi piu' bassi indicatori economici europei ed una disoccupazione di circa il 30%, soprattutto fatta di giovani e donne con alto tasso di scolarizzazione.
Per la Cisl questo e' un progetto a dir poco devastante, una sorta di assassinio seriale a puntate, e' la beffa per milioni di cittadini, soprattutto quelli che abitano le zone interne e montane: pensionati ed indigenti, che si vedono privati di un servizio universale pubblico essenziale. Perche' non solo faranno fatica a riscuotere persino la pensione o a pagare le bollette delle utenze e delle tasse ma vedranno il postino che bussera' solo qualche rara volta durante la settimana. Poste - precisa Franco Sergio - non puo' abdicare alla propria missione sociale, penalizzando la collettivita' piu' disagiata, nonostante continui a ricevere soldi pubblici dal suo azionista unico, lo Stato, che finanzia con denaro pubblico la rete infrastrutturale. Riteniamo che tutto il fronte sindacale non potra' tirarsi indietro per lo scontro durissimo che si prospetta con l'Azienda; la Cisl sara' in prima fila, insieme alla Cgil, quando a settembre si riuniranno gli stati generali di categoria con una grande manifestazione a Roma sotto i palazzi aziendali e della politica per difendere il destino di Poste italiane e dei suoi lavoratori ed il diritto di cittadinanza di milioni di persone nel Paese e nella nostra regione in primis.
Inviteremo alla mobilitazione tutte le istituzioni locali, regione, province, comuni, ci rivolgeremo alle associazioni Anci ed UPI, perche' anche loro si facciano carico, insieme al sindacato, del disagio dei calabresi e dei lavoratori, coinvolgeremo gli organismi dei consumatori, le federazioni dei pensionati ed anche i cittadini a manifestare a fianco dei lavoratori postali. Nel frattempo abbiamo invitato i vertici aziendali a desistere dall'attuare questi piani scellerati imposti, fra l'altro, in modo unilaterale, senza confronto e condivisione coi sindacati. Proprio in Calabria da settimane e' in corso un conflitto di lavoro con ben 20 punti in discussione; aprire oggi uno scontro sociale di portata nazionale non fara' bene neanche all'Azienda stessa in un momento difficile per l'Italia''.

