Reggio Calabria - Abbiamo avuto modo in questi giorni di leggere sulla stampa tutta una serie di cahiers de doléances da parte di Presidenti di Associazioni, Circoli Culturali e Premi che nel lamentare le difficoltà economiche in cui versano le proprie associazioni, sottolineano anche come tali angustie mettano a repentaglio la sopravvivenza stessa di manifestazioni e premi prestigiosi che hanno un curriculum di tutto rispetto.
Se non ci siamo uniti al coro – pur ritenendo pienamente giustificate tutte le lamentele e pur considerando la cultura un servizio reso alla comunità – è perché in una Provincia, come quella di Reggio Calabria, nella quale molte migliaia di lavoratori hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro e con ciò, talora la possibilità di una vita dignitosa, non ce la sentiamo di esprimere querule lamentazioni sulle condizioni di associazioni e circoli.
Da persone che vivono del proprio magro stipendio ci rendiamo pienamente conto del dramma che comporta la perdita del posto di lavoro e l’impossibilità di far fronte agli impegni assunti (mutui ed altro) e persino alla vita di tutti i giorni. Riteniamo dunque che anche nei confronti della cultura e delle manifestazioni ad essa collegate debba essere modificato l’approccio che fin qui abbiamo tutti adottato nei confronti di enti (Comuni,Provincia, Regione) che ormai dispongono di poche risorse le quali andrebbero destinate – almeno nel momento tragico che viviamo – soprattutto ad affrontare problematiche essenziali per i cittadini tra le quali, lo diciamo con amarezza, non c’è posto per la cultura.
Non siamo ovviamente così ingenui da non accorgerci che le poche risorse disponibili per la cultura continuano ad essere elargite, anche al di fuori della Calabria, per cosiddetti grandi eventi e che, anche al di là della cultura, troppi denari vengono sprecati e gettati al vento dagli enti locali, ma una tale considerazione non può modificare il quadro generale alquanto deprimente.
Abbiamo sempre ritenuto che la cultura fosse un servizio “immateriale” reso ai cittadini con alcune ricadute economiche sul territorio. Non vi è dubbio, infatti, che le manifestazioni premiali e culturali muovano intorno a sé nel territorio una piccola economia (acquisto targhe, stampa inviti e manifesti, alberghi, ristoranti, tecnici audio e video, pubblicità, artisti ecc.ecc. ) e che il contributo –che non c’è più – dell’Ente non è mai stato inutile e parassitario, come troppo spesso si è ritenuto, poiché esso aiutava quelle attività economiche da sempre connaturate agli eventi culturali.
Cosa dunque fare per mantenere in vita, in tale frangente, che tutti gli analisti dicono possa anche durare un paio di anni, quelle iniziative culturali e premiali che finora hanno arricchito la nostra provincia di eventi numerosi ma pur ricchi di una loro specificità?
Riteniamo che una piccola spending-review possa essere realizzata all’interno di ogni manifestazione riducendo il superfluo. La qualità di un evento premiale – è l’esperienza che più ci è vicina - non può risiedere nel valore intrinseco di una targa (oro e /o argento) o nella consistenza di un assegno; in un allestimento quasi festivaliero o in una presentatrice-presentatore famosi e costosi. Un premio, inoltre, è un atto di stima verso una personalità, uno studioso, un artista che non devono essere “pagati” (qualunque sia la forma di un tale pagamento) per riceverlo, perché questo – a nostro avviso - sarebbe umiliante per gli organizzatori ed in ogni caso non più praticabile. Certo questo da solo non è sufficiente ed allora non c’è altro da fare che ricorrere all’aiuto di amici e i soci secondo le possibilità di ciascuno. Negli anni passati abbiamo sempre fatto riferimento per quel che riguarda l’Anassilaos alla sobrietà. Oggi dovremmo parlare di austerità. L’importante è comunque resistere e mantenere in vita le proprie iniziative secondo quel proverbio siculo-calabro “Calati juncu, chi'passa-a china” che non è indizio di debolezza quanto piuttosto della capacità umana di ricostruire dopo ogni tragedia della natura e della storia. (com)

