Reggio Calabria - ''Ancora uno di quelli che in gergo vengono definiti 'eventi critici', l'ennesimo nel giro di pochissimi giorni, si e' registrato ieri pomeriggio nelle carceri calabresi. Questa volta e' toccato al penitenziario di Palmi che, alla fine degli anni 70, era stato individuato dal Generale Dalla Chiesa per destinarvi esponenti delle 'brigate rosse' e definito di 'massima sicurezza', da cui ieri pomeriggio e' evaso un detenuto calabrese, condannato in primo grado a sei anni di reclusione per reati di droga''. A dichiararlo e' Gennarino De Fazio, della direzione nazionale della Uilpa Penitenziari. ''Cosi' - continua il sindacalista - mentre a Roma si teorizza di vigilanza dinamica, automazione e tecnologia (concetti di per se' molto validi), in Calabria i sistemi di allarme non funzionano, come pare sia accaduto proprio a Palmi.
Per di piu', si apprende in queste ore, a fronte dell'immissione in servizio di nuovi agenti non si prevedono significative assegnazioni in regione. Proprio sulla carenza degli organici in forza agli istituti penitenziari calabresi, tra cui anche Palmi, peraltro la Uil e' intervenuta piu' volte nel recente passato''.

