Reggio Calabria - ''Sono stati definiti da qualche giorno i criteri che verranno adottati nella razionalizzazione delle Province italiane richiesta dai tagli della famigerata 'spending review'. Una delle conseguenze di questa manovra sara' in Calabria la soppressione delle province 'nuove' ovvero quelle di Vibo Valentia e Crotone che non rientrano demograficamente nei parametri richiesti. Si procedera' dunque all'accorpamento delle due province calabresi 'cancellate' dal Governo dopo appena vent'anni di esistenza. In attesa del riscontro istituzionale ai documenti di disaccordo sottoscritti congiuntamente da diversi Presidenti provinciali italiani, e' gia' d'obbligo pensare a quale formula possa essere prevista per le province accorpate''. Lo ha dichiarato Sebastian Ciancio, Presidente della Fuci diocesana di Catanzaro.
''A mio modo di vedere, una soluzione auspicabile potrebbe rilevarsi nella collaudata unione 'aeque principaliter', modello di matrice ecclesiale - dice Ciancio - che porto' diversi benefici a partire dal 1986, quando la Chiesa decise di accorpare una o piu' sedi vescovili della penisola. Il linguaggio canonico scelse questa espressione, ossia 'egualmente importanti', per qualificare la fusione di piu' diocesi permettendo una piu' corretta considerazione delle singole unita' episcopali ed evitando cosi' questioni di predominanza sul territorio regionale''. ''Siamo di fronte ad un passaggio delicato - dice Ciancio - una sfida importante quanto necessaria per le nostre comunita' locali. Occorrerebbe da parte dei nostri amministratori una visione strategica comune e di ampio respiro, perche' sbaglieremmo se ci limitassimo ad un approccio partitico e polemico alla questione, alimentando vane discussioni dietro il tentativo di conciliare esclusivamente numeri e dati''.

